Mondi al limite

In una rada foresta thailandese, poco distante dalle spiagge paradisiache affollate di turisti, c'è una modesta costruzione di cemento e lamiera nella quale vengono assistiti profughi birmani sieropositivi. Tra questi Naing Nay, 54 anni, ex militare, che ha perso tutto tranne la sua dignità. Nella Bologna dei primi anni '80, un uomo sposato a una ragazza africana perde in rapida successione a causa dell'AIDS la moglie e la figlia e si ritrova sieropositivo: una malattia quasi sconosciuta che assomiglia a una maledizione gli ha portato via tutto, ma non la voglia di lottare. A Soacha, nei pressi di Bogotà, in Colombia, a comandare sono spietati squadroni paramilitari che violentano donne e bambine e fanno 'sparire' chiunque osi contrapporsi a loro. Una dottoressa italiana contravviene al suo vincolo di neutralità per amore di una ragazza in pericolo e sfida i criminali...
A 37 anni suonati dalla sua fondazione, Medici senza Frontiere, l'organizzazione umanitaria indipendente di soccorso medico insignita nel 1999 del Nobel per la Pace, fedele al suo motto "Sì ai testimoni, no ai testimonial", ha reclutato nove scrittori italiani e li ha inviati sul campo, a vivere in prima persona – seppure solo per qualche giorno – la quotidianità dei medici e dei volontari che hanno dedicato al servizio degli altri in situazioni proibitive la loro esistenza. Dalla Thailandia di Baricco alla Bologna di Benni (eh sì, Benni non s'è mosso di casa), dalla Colombia di Carofiglio alla Cambogia di Covacich, dalla Somalia di Dazieri al Pakistan della Di Natale, dal Congo di Giordano al Brasile di Pascale e persino nella Napoli di Starnone (chissà se e quanto più rassicurante della prevista Liberia) la musica è sempre la stessa: gente che soffre, gente che muore, gente che se ne frega o peggio, gente che si fa il mazzo per portare assistenza sanitaria a chi non ne ha o ne ha di infimo livello. La natura 'militante' di questa operazione editoriale (ben esplicitata anche in uno spettacolo Roma del quale è possibile avere il video a http://www.medicisenzafrontiere.it/eventi/mondiallimite.asp) rende abbastanza fuori luogo parlare di stili e approcci: più che a un raccontarsi narcisistico travestito da reportage, per fortuna, siamo di fronte a testimonianze di volta in volta commosse, incredule, furiose, sempre rispettose. A denunce.

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