Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano

Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano
Francia, fine anni ’50. Mosé è un ragazzino ebreo che vive con suo padre in una casa silenziosa e buia. Nel corso delle sue giornate trascorse in giro per il rione conosce il signor Ibrahim, un musulmano proprietario di un negozio di alimentari nel quale Mosé compirà, di tanto in tanto, qualche furtarello. Un giorno nel negozio farà ingresso nientemeno che la bellissima Brigitte Bardot. E sarà esattamente da quel giorno che nascerà la grande amicizia tra il piccolo Momo - così l’ha ribattezzato il negoziante - e Monsieur Ibrahim, il quale diverrà per l’adolescente un punto di riferimento e, soprattutto, colui che gli permetterà di aprire una fessura in quel mondo chiuso e rigido degli adulti che fino a quel momento gli era risultato inaccessibile e ostile…
Schmitt ci regala in questo (che finora è il suo romanzo di maggior successo) una storia di amicizia raccontata con gli occhi di un ragazzino, Momo. Pochissime pagine nelle quali il sentimento dell’amicizia domina incontrastato nonostante le difficoltà del vivere quotidiano e la solitudine domestica e, soprattutto, nonostante le diversità dei due protagonisti: quasi a voler dimostrare come l’amicizia non conosca limiti di età o di credo religioso. Con un linguaggio semplice – a volte anche troppo e non sempre giustificabile con la tenera età del protagonista – Momo ci conduce nella sua vita e nel suo difficoltoso percorso di crescita nel quale i punti di riferimento sono da ricercarsi al di fuori della famiglia di origine, al di fuori di quel famoso nido protettivo che lui, in concreto, non ha mai avuto. E per quanto gli spunti siano interessanti e i personaggi amabili il romanzo, nel complesso, manca, anche a causa della sua brevità o, se vogliamo, a causa di una “delicatezza” forse eccessiva, di quella intensità atta a regalare emozioni. Intensità che, al contrario, si ritrova tutta nel film tratto dal romanzo, per la regia di François Duyperon, in cui regna maestosamente uno splendido Omar Sharif.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER