Morire senza salute

Morire senza salute

Cosa significa morire senza salute? Immaginate una domenica pomeriggio qualsiasi, con un bambino di otto anni che viene accompagnato dal padre presso l’ospedale locale a causa di fortissimi dolori addominali accompagnati da febbre altissima. Immaginate un quadro clinico disperato, aggravato per di più dalla prescrizione di un farmaco inutile da parte del guaritore locale di turno e poi pensate che le cure per questo bambino di otto anni siano precluse, a meno che non si paghi una certa cifra. Sì, perché magari in quel posto delle Ande Ecuadoriane l’assistenza sanitaria non esiste e l’ospedale pubblico ha costi troppo alti. Immaginate una peritonite e un manipolo di volontari che cercano di mettere una pezza su questa situazione barbara e disperata. Per quel bambino non c’è stato niente da fare. Ecco cosa significa morire senza salute. Eppure si tratta di un diritto per ogni essere umano, indipendentemente dal ceto sociale, dalla religione, dal sesso e da qualsiasi altro fattore, un diritto da troppo tempo tenuto in scacco da logiche di profitto e di mercato…

Il medico chirurgo Gabriele Pagliariccio sforna un saggio di facile consultazione e di cristallina chiarezza espositiva, descrivendo e comparando i principali sistemi sanitari mondiali e rivelando come il Servizio Sanitario Nazionale italiano debba essere sì razionalizzato, ma tenuto il più possibile al riparo dalle logiche di profitto che animano ogni sistema concorrenziale privato. Senza entrare nel merito della questione se sia preferibile una sanità pubblica o una sanità privata, bisogna rendere merito all’autore per aver saputo condensare in un’opera compatta e non particolarmente voluminosa la normativa e le principali domande che ruotano attorno al mondo della salute. Di particolare interesse è anche la seconda parte del libro, che racconta del peculiare modello sanitario dell’Ecuador, realtà ben conosciuta dallo stesso autore a causa del suo impegno nell’operazione Mato Grosso, e presentato ai lettori come sistema virtuoso e idealmente collegato al messaggio e all’imperativo che viene fuori da ognuna di queste pagine: non si può morire senza salute.



 

 

 

 
 
 
 

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