Morte di un commesso viaggiatore

Morte di un commesso viaggiatore

Sono trentaquattro anni che Willy Loman viaggia da una parte all’altra degli Stati Uniti per vendere, tramite i suoi prodotti, se stesso. Sorriso smagliante, battuta pronta, abito ben stirato e scarpe sempre lucide: questo è il segreto per far colpo, perché non è tanto ciò che vendi ma come lo vendi. Linda, sua moglie, è una donna devota e paziente mentre i suoi due figli, Biff e Happy, gli danno di tanto in tanto qualche preoccupazione. Soprattutto Biff, con il quale non si può certo dire che vada d’accordo; quel ragazzo ha sempre la testa tra le nuvole e ancora non è riuscito a concludere niente nonostante non sia più un bambino. Da qualche tempo però nella testa di Willy si è fermato qualcosa. Non è più brillante come un tempo e sembra che i clienti se ne siano accorti. Lo smalto dei bei tempi è svanito e con esso anche le vendite…

L’opera di Miller è un viaggio nel lato oscuro del sogno americano, incarnato appieno dal protagonista, un venditore di successo ormai sul viale del tramonto, non più produttivo, non più utile e quindi condannato all’oblio. Willy Loman è un uomo smarrito e nostalgico, prigioniero di numeri e responsabilità, dedito al lavoro e al mantenimento di una famiglia alla quale non vuole far mancare nulla. Sono gli anni in cui il self made man va per la maggiore e non è raro che in questo periodo di boom ci si riesca ad arricchire davvero, se si riesce a sfruttare l’occasione giusta. Willy si butta a capofitto in quest’avventura, girando in lungo e in largo per gli Stati Uniti, alla ricerca di un sogno che alla fine si trasformerà in un incubo: ai primi cenni di cedimento nervoso per lui sarà la fine. Vestito solamente di disillusione e depressione vede crollare giorno dopo giorno tutto ciò che ha costruito in una vita di sacrifici. Se il prestigio di un uomo si misura dai soldi che ha e dalla posizione sociale allora Willy a sessantatre anni è un fallito senza entrate, senza lavoro e senza prestigio al quale resta solamente il più amaro dei commiati. Un requiem per un sogno infranto. Potente, allegorico, evocativo.



 

 

 

 
 
 
 

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