Morte di un maestro del Tè

Morte di un maestro del Tè
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Un violento acquazzone si è abbattuto su Kyōto e dintorni durante la notte e si è placato solo all’alba. Un fulmine è caduto nei pressi di Kita Shirakawa e Shūgakuin, a quanto pare causando alcune vittime. Per fortuna nelle prime ore del mattino il tempo si è rimesso al bello, sembra quasi che il cielo sia stato ripulito e lucidato a nuovo. Dopo aver fatto colazione Honkakubō esce a rimettere in ordine il giardino e il vialetto che conduce alla sua dimora, messi sottosopra dal diluvio della notte. Foglie e ramoscelli di piante e arbusti sono sparpagliati ovunque, soprattutto nello spazio antistante all’entrata posteriore. Il ciliegio, accanto al pozzo, non ha sofferto più di tanto la pioggia, avendo messo al momento solo le prime gemme: è ancora presto per la fioritura. Come da programma a Honkakubō va a fare visita Okano Kōsetsusai. Sono passati undici anni da quando Honkakubō si è trasferito nell’abitazione che attualmente occupa, ed è la prima volta che riceve un ospite che possa essere definito degno di questo nome. Dopo aver acceso il fuoco nel piccolo braciere del suo angolino di un tatami e mezzo, prende dopo tanto tempo per la prima volta la tazza da tè nera di Chōjirō di cui gli ha fatto dono il maestro Rikyu...

L’espediente narrativo del romanzo del 1981 (per la prima volta ora tradotto in italiano) da cui è stato tratto otto anni dopo un film con Toshirō Mifune passato anche dalla mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia è classico: se si pensa alla letteratura di ogni tempo e latitudine gli esempi che possono venire alla mente sono infiniti, a partire da I promessi sposi. Il via alla vicenda viene dato dal ritrovamento di un antico manoscritto, che custodisce una storia talmente bella che non si può non raccontare: in questo caso ci troviamo immersi sin da subito in un’atmosfera rarefatta, spirituale, ammaliante e cerimoniosa. Il monaco Honkakubo è testimone del suo grande maestro Sen no Rikyu, che vive nel suo ricordo. La sua morte oltretutto è un mistero, legato a filo doppio alle terribili lotte di potere nel Giappone del sedicesimo secolo, in cui Sen no Rikyu rappresenta un sodale di Hideyoshi, un capo militare che però gli ordina di compiere il suicidio rituale. E forse proprio la parola rito è quella chiave per interpretare pienamente questa narrazione che a partire dalla minuziosa descrizione della regolamentazione della cerimonia del Tè fatta proprio da Sen no Ryo e ispirata ai principi cardine di armonia, rispetto, purezza e serenità, porta il lettore a riflettere, al di là del tempo e senza enfasi, sul profondo condizionamento sociale dato dalle consuetudini e su temi sempre fondamentali come il destino, la vita e la morte.



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