Morte in Paradiso

Morte in Paradiso

Bocas del Toros, paradiso tropicale di Panama. Scompaiono due americani, Tom e Claire. La loro amica Eva, una italiana in fuga da un passato difficile, prima li cerca da sola ma poi comprendendo che sotto c’è probabilmente qualcosa di tanto losco quanto pericoloso contatta Jon Skinner, ex spia americana ora in pensione nel paradiso tropicale ma ancora dotato del suo antico ginger di segugio e informatore. In realtà, Jon si sente davvero entusiasta di aiutare Eva a ritrovare i suoi amici perché la vita ai tropici può rivelarsi davvero tanto noiosa se come lui si va da semplici pensionati e non per scampare ad altro. Ed è proprio questo che, in realtà, sembra essere Bocas del Toros, un rifugium pecatoribus travestito da parco giochi per sognatori ed emarginati, o semplicemente per chi desidera lasciarsi un passato troppo complicato alle spalle. I “rifugiati” di Bocas hanno risorse economiche limitate ma sufficienti per godersi la bella vita panamense, il clima tropicale e tutti quegli svaghi che un posto come quello può riservare agli stranieri. Inoltre, a Bocas del Toros esistono gli stranieri di passaggio e quelli stazionari ma tra tutti c’è solo una regola ferrea: non occuparsi dei fatti altrui e non fare domande. Anche gli amici che si frequentano tra loro, come Eva e la coppia di americani scomparsi, effettivamente sanno ben poco gli uni degli altri e quindi le indagini per ritrovare i due scomparsi saranno difficili a causa di un assassino nascosto nell’ombra e che colpisce con precisione ma anche perché l’omertà che regna sovrana a Bocas renderà un vero pantano di omissioni e segreti le indagini di Eva e di Jon. Ma chi è questo serial killer dei tropici e perché la polizia di Panama si è messa sulle tracce dell’ex spia americana minacciando anche la sua famiglia?

“Claire non era molto benvoluta dalla maggior parte delle donne anglosassoni. La chiamavano “Barbie con le zampe di gallina” e la prendevano in giro perché non era stata capace di tenersi il suo uomo, che molte le invidiavano”. La cosa che colpisce immediatamente il lettore di questo noir è la costruzione dei personaggi così accurata, emozionale e realistica da farlo immergere immediatamente nella trama che, a voler dire il vero, non ha nulla di eclatante (almeno non nel senso stretto dell’originalità e delle vicende criminali) ma fa perfettamente da sfondo a un thriller psicologico di grande qualità. Morte in Paradiso presenta da una parte un luogo fisico e geografico ben preciso che è la Panama dei tropici rifugio e terra promessa di chi vuole rifarsi una vita e dall’altra un posto dell’anima che è molto più sofisticato e difficile da percepire e che rappresenta il senso di libertà personale intriso a ogni livello della natura umana. Eva, Jon, Claire, Tom non sono solo personaggi di una trama ma proiezioni di qualcuno che si conosce. Forse anche di noi stessi. Ed è qui che il thriller di Elena Molinari Snel acquisisce quella suspense necessaria a incantare il lettore e a farlo proseguire pagina dopo pagina nell’assurda speranza di trovare una giusta collocazione a eventi e delitti altrimenti inspiegabili. E anche se a tratti la scrittura da cronista dell’autrice può apparire affaticante per un lettore non abituato, il romanzo rimane un gran bel lavoro dove il reale e il possibile si intersecano alla perfezione.



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