Morto a ¾

Morto a ¾
Il comandante dei carabinieri di Pietra Corta, Domenico Campana, mentre sta morendo trafitto da un ossicino di pollo finitogli di traverso durante il pranzo da asporto che era intento a consumare in concomitanza con la visione delle scartoffie dell'ultimo caso a cui si stava giustappunto dedicando, considera che tutto sommato gli poteva andare pure peggio. Aveva sempre immaginato infatti che a finirlo sarebbe stata una violentissima coltellata, o una revolverata durante un agguato, o un incidente mortale durante un clamoroso inseguimento. Invece, mentre la trachea gli si chiude impedendogli di respirare, pensa con sollievo a quanta fatica inutile si stia evitando prima dell'agognata pensione, a partire da quell'ultimo caso lì sulla sua scrivania, quel professor Antonio Amaldi prima brutalmente percosso poi pugnalato al cuore. Infine, al culmine degli spasmi, solo il buio. Quando Campana si riprende, è ormai tecnicamente morto. C'è un'enorme vallata davanti a lui e poi solo un trenino diroccato su cui si affrettano a salire un sacco di persone. Il problema è che son tutti muniti di biglietto tranne lui. Chi lo ha dato loro? Perché solo lui ne è sprovvisto? Perché lui, neanche a dirlo, non è un morto completo e finito ma solo a trequarti...
Nato dalla mirabolante penna di Francesco Balletta, sceneggiatore televisivo di lungo corso (Don Matteo, Il commissario Manara, RIS, Distretto di polizia ), personaggio su cui andrebbe scritto a sua volta un romanzo, visto che in tempi di onnipotente sovraesposizione mediatica dichiara testualmente nella sua biografia “Francesco Balletta non twitta, non ha un profilo Facebook e non ama farsi fotografare. Come se non bastasse, mente su età, altezza, peso e diottrie, quindi inutile chiedere”, il comandante Domenico Campana è uno di quei personaggi a cui dopo cinque pagine senti già di voler raccontare l'intera tua vita. Stanco, sovrappeso, scazzato, Campana si trascina pigramente verso la pensione quando un ossicino di pollo lo ammazza all'istante. E da buon sfigato cosa potrà mai vivere nell'aldilà il buon Domenico? Una fine decorosa sprofondato in un dorato e celestiale eterno riposo? Nient'affatto. Lui è morto sì, ma solo per il settantacinque per cento, per ¾ appunto. Per godere dello status di morto totale dovrà risolvere quell'ultimo, dannatissimo caso che proprio in vita l'ha costretto al trapasso. Una commedia spassosissima ed esilarante che ci regala una nuova formidabile maschera. Quel Domenico Campana, che speriamo presto o tardi di rincontrare, per intero o frazionato, vivo o morto, nelle nostre future letture.

Leggi l'intervista a Francesco Balletta

 

 

 

 
 
 
 
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