Moscerine

Moscerine
La signorina Iovis, emigrata dalla Sicilia a Cuneo per lavoro, incappa in un incidente proprio prima di iniziare la storia d’amore che doveva illuminarle la vita... Santo, reduce di guerra, ritrova nel rapporto con il vecchio amico Nevio e sua moglie il calore umano a cui aveva rinunciato... Le  sorelle Nada e Flora ribaltano il loro rapporto di dipendenza reciproca quando si scoprono innamorate dello stesso uomo... L’onorevole Casimiro Mei deve arrivare in punto di morte per conoscere cos’è la vera tenerezza... Madame Isidori, ricca vedova, cerca un nuovo amore nel suo salotto sulle colline della Toscana, mentre Maria Luce Colli, serissima professoressa di Matematica, scopre che per pagare l’operazione agli occhi di suo figlio è disposta a sacrificare tutta la sua irreprensibilità… 
Le Moscerine di cui parla Anna Marchesini in questi nove racconti sembrano essere proprio come i protagonisti che lei mette in scena: persone semplici, né eroiche né malvagie, che neppure davanti ai grandi bivi dell’esistenza riescono ad assurgere al ruolo di protagonisti. Le storie della Marchesini sembrano uscite da un altro secolo, da un piccolo mondo antico che forse in Italia non esiste più, in cui la linea di demarcazione tra ricchi e poveri è semplice e ben definita, dove non esistono le contraddizioni della modernità. Nonostante lo sfondo sociale nella sua piattezza lasci a desiderare, Moscerine si riscatta per il suo stile ironico e garbato, che indaga l’animo dei personaggi con leggerezza e riesce a strappare un sorriso e a far riflettere. Si finisce per affezionarsi alle figure che emergono da queste pagine, che sembrano incapaci di mettere al primo posto la propria felicità perché è più importante compiacere gli altri e le loro aspettative, perché c’è sempre qualcosa da mettere davanti a noi stessi, che sia il dovere nei confronti di un familiare o un certo decoro da mantenere. 

 

 

 

 
 
 
 
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