Mostri per le masse

Mostri per le masse

Siamo a Roma, nel 2005, in una capitale già scossa dalla lenta agonia di Giovanni Paolo II. Qui,  l'ispettore Graziano Vignola si mette repentinamente alla ricerca di indizi e prove per cercare di venire a capo di strani ed efferati omicidi probabilmente a sfondo satanico che stanno infestando la città. Il primo da cui parte è quello di Sabrina, giovane  studentessa di Architettura. A coadiuvarlo nell'indagine il capo Rinaldi, poliziotto esausto dal logorio del giudizio sul suo lavoro ed esasperato da problemi familiari e colleghi da cui guardarsi le spalle, come il viscido e inquietante Crespi. Da subito però, parallelamente all'indagine, cominciano a emergere dettagli di un passato torbido. C'è la figura del misterioso compagno di avventure lavorative e non, Ezio, e un curriculum inquinato, noto anche ai colleghi attuali, a formare un quadro che inizierà inesorabilmente a dispiegarsi sotto gli occhi del lettore, facendo emergere sempre più elementi di un oscuro e corrotto passato, da cui Vignola non riesce più a fuggire. Quasi come se l'indagine in corso possa rappresentare per lui, una seduta psicanalitica, capace di fare emergere segreti scomodi e nefandezze mai sopite...
Secondo ottimo lavoro per una delle penne ("scure") più promettenti del panorama contemporaneo narrativo italiano, edito ancora da Marsilio, questa volta nella collana Farfalle. In quest'opera più complessa nell'architettura rispetto al precedente splendido Montezuma airbag your pardon, Nino G. D'Attis gioca su due livelli narrativi, complementari e interscambiabili: l'indagine sull'omicidio di una studentessa è in realtà la finta trama attraverso la quale l'autore - grazie al suo inconfondibile stile musicale, sincopato, a volte spezzettato fino al limite della comprensione, confuso, finanche visionario - svela in realtà al lettore il vero plot narrativo, cioè la mostruosità putrescente che agita l'anima infetta e corrotta del protagonista, l'ispettore Graziano Vignola, in una discesa sempre più vertiginosa e allucinata verso il basso. E' molto efficace questa costruzione in dissolvenza, quasi subliminale: man mano che va risolvendo la prima traccia, comincia a gettare ombre e curiosità sulla seconda, disvelandola con lenta e misurata maestria. D'Attis pare a proprio agio nella capacità di dar voce ai lati più segretamente oscuri e inconfessabili dell'animo umano, nel descrivere uomini brutalmente segnati dall'esistenza, carnefici ma al contempo essi stessi vittime di un sistema e di un ordine che, ironia della sorte, per mestiere - la guardia giurata, il poliziotto -, dovrebbero essere paradossalmente addirittura capaci di difendere. Da qui il retrogusto di amaro scoramento e strisciante impotenza che le storie di questo autore lasciano sempre in eredità al lettore. Il nuovo inferno-discount di Nino G. D'Attis.

 

 

 
 
 
 
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