Mr Vertigo

Mr Vertigo
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1927, l’anno di Baby Ruth e Charles Lindbergh. Walter Clairborne Rawley è un ragazzino orfano che vaga per le strade di Saint Louis elemosinando spiccioli ai passanti. È stato suo zio Slim, un uomo spietato sempre e solo a caccia di denaro, ad averlo spinto nell’abisso. In una delle strade della città Walter incontra un uomo, Maestro Yehudi, che decide di prendersi cura di lui e fa al ragazzo una promessa solenne: quando compirà 13 anni avrà già imparato a volare e sarà considerato l’attrazione più importante di tutti i tempi. Maestro Yehudi conduce Walter lontano da Saint Louis, in una sperduta fattoria del Kansas dove l’aspetta il resto della sua sgangherata famiglia: Esopo, un ragazzino gracile dedito completamente allo studio, e Mama Sioux, una donna indiana che si prende cura della casa e di tutti loro. Tra i quattro si crea, seppur con lentezza, un legame forte, saldo. Ognuno con le sue sofferenze, ognuno con i propri trascorsi, formeranno una famiglia: l’unico vero focolare domestico che Walter abbia mai avuto. Maestro Yehudi sottopone il piccolo Walter ad allenamenti defatiganti per insegnargli a volare. E proprio nel momento della sua totale disperazione, affranto dagli innumerevoli insuccessi, Walter comincia a levitare. È l’inizio. “Walt il Bambino Prodigio” nel giro di poco tempo sarà esattamente il fenomeno che il Maestro s’aspettava che fosse. Assieme attraverseranno gli Stati Uniti in lungo e in largo, da città a città, incantando gli spettatori. Ma la sfortuna è di nuovo in agguato...
Paul Auster ci regala una storia onirica, mirabolante, divertente; ci incanta con i voli pindarici di Walt e ci fa toccare terra con la brutalità commessa dagli esponenti del Ku Klux Klan. È l’affresco perfetto dell’America degli anni ’30: terra di sogno e di incubi, terra piena di speranze e contraddizioni aspre. Walt smetterà di volare. Resterà con i piedi ben piantati per terra, aprirà un locale – il “Mr Vertigo” – che a Chicago sarà famosissimo per tutti gli anni Quaranta, tenterà poi di recuperare il suo passato tornando in Kansas. Il cerchio è chiuso: passato, presente e futuro convivono con serenità. La vita di un uomo trova finalmente il suo senso. Un romanzo che fa sognare e che ci fa volare. “[…] Bisogna lasciarsi svaporare. Eliminate ogni tensione muscolare, concentratevi sul respiro fino a sentire l’anima che esce dal corpo, e infine chiudete gli occhi. È così che si fa. Il vuoto che vi si crea dentro il corpo si fa più leggero dell’aria che vi circonda. A poco a poco, pesate meno di nulla. Chiudete gli occhi; allargate le braccia e lasciatevi svaporare. A quel punto, poco alla volta, vi solleverete da terra. Ecco, così”.

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