Mr. Winchell

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Walter Winchell è stato uno dei giornalisti più conosciuti e potenti d’America. Alla fine degli anni trenta e fino alla metà degli anni quaranta i suoi articoli erano pubblicati da un numero impressionante di giornali e il programma radiofonico che conduceva alla NBC era seguitissimo. Fra i suoi amici si annoveravano personaggi del calibro di Ernest Hemingway e del capo dell’FBI J. Edgar Hoover. Winchell sembra uscire dritto dritto da un romanzo di James Ellroy, e invece è un personaggio realmente esistito e che, nonostante la sua gloriosa carriera, oggi in America pochissimi ricordano. Ex attore di vaudeville, Winchell deve la sua fama all’invenzione del gossip. Probabilmente se oggi siamo invasi da notizie che ci informano su dettagli più o meno peccaminosi relativi alla vita di personaggi pubblici, lo dobbiamo a lui. Winchell non aveva nessun timore ad attaccare le persone famose, anzi, più erano potenti meglio era. All’apice della carriera il giornalista era una vera e propria istituzione. Centinaia di persone ogni sera facevano la fila per avere “udienza” al suo tavolo presso lo Stark Club, famosissimo locale Newyorkese dove Winchell aveva il proprio quartier generale. Con la fine della guerra e l’avvento del maccartismo, Winchell si converte ad un feroce anticomunismo. Questa svolta gli aliena le simpatie del pubblico liberal e, in quegli stessi anni, la nascita della televisione finirà per oscurare definitivamente la sua fama di giornalista della carta stampata. Negli anni successivi Winchell si trasformerà in un personaggio livoroso e arrogante, capace solo di trascinare i suoi editori in estenuanti battaglie legali. Fa un certo effetto constatare che, quando Winchell morì a settantaquattro anni, al suo funerale era presente soltanto la figlia...
Michael Herr, giornalista e sceneggiatore di successo (ha scritto, fra le altre, la sceneggiatura di "Full Metal Jacket"), ci racconta la storia di Winchell attraverso uno strano “romanzo”. Mr Winchell, infatti, nasce come una sceneggiatura che non è mai diventata un film. Ci troviamo dunque di fronte a un interessante ibrido fra narrazione classica e scrittura cinematografica. A prevalere sono i dialoghi, ma il lettore riesce perfettamente a “vedere” l’ambiente e l’atmosfera raccontati nelle pagine, grazie alle indicazioni scritte per le inquadrature e i movimenti della macchina da presa. Come ci spiega l’autore nella prefazione, il libro “si potrebbe definire una sceneggiatura strutturata in forma di romanzo, che si legge come un romanzo ma si vede come un film.” Ma la definizione più bella ed efficace è senz’altro questa: “Mr Winchell è semplicemente un romanzo con dentro una cinepresa.

 

 

 

 
 
 
 
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