Musica per un amore proibito

Musica per un amore proibito

Felicity sta per imbarcarsi sull’aereo che la porterà a Kabul. Da poco ha finalmente coronato il suo sogno di diventare medico e adesso si metterà alla prova in quella terra lontana. Ha dovuto superare l’opposizione dei genitori e le perplessità del fidanzato, ma niente potrà impedirle di partire, niente tranne l’improvvisa scomparsa di sua madre. Nessuna traccia di lei da diverse ore. Suo padre, che non è neppure autosufficiente, è preoccupatissimo. La recente morte di nonna Deborah deve aver sconvolto a tal punto la madre da farla ripiombare, probabilmente, in una delle sue tante derive religiose. Dopo aver scongiurato il peggio telefonando a tutti gli ospedali della città e contattato le autorità, lei e suo padre concordano su un allontanamento volontario e dai movimenti della carta di credito risalgono all’acquisto di un volo per Roma. A Felicity non resta che cambiare la sua destinazione e partire alla ricerca di sua madre…

La storia di una famiglia si dipana lungo quattro generazioni di donne, a partire dalla salita al potere del giovane Adolf Hitler, nella Germania degli anni ‘30. Ripercorriamo a ritroso gli eventi drammatici da cui vengono travolte, seguendo il filo rosso del sangue per conoscere una storia fatta di segreti, bugie, sospetti ma anche passione, coraggio, amicizia e… musica. I segreti che nonna Deborah ha lasciato dietro di sé sono innumerevoli, a partire dalla sua stessa identità, non certo americana ma tedesca, di discendenza ebraica. Un romanzo appassionante che ha convinto prima i lettori che ne hanno seguito la genesi e l’autopubblicazione online sul sito di Hanni Münzer e poi l’editore Piper, che ha deciso di far diventare questa storia un libro vero e proprio decretandone il successo internazionale. La traduzione del titolo lascia un po’ perplessi, perché decreta – assieme alla grafica di copertina – lo schiacciamento assoluto su di un target romance che troviamo troppo riduttivo per la qualità della storia, ma tant’è: il romanzo vale davvero la pena d’esser letto.



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