Musica per un incendio

Musica per un incendio
Un sottile filo di fumo sale dalla casa di Elaine e Paul: i residui di un incendio che avrebbe potuto mangiare ogni stanza, ingurgitando oggetti, mattonelle, ma che si è limitato piuttosto ad assaggiare qualche angolo, una parete appena. Come è successo, chiede l'uomo dell'assicurazione? Come è potuto accadere in una serata senza vento, in un quartiere residenziale senza tremiti (apparenti) della provincia americana? Il barbecue, sostiene Paul: lasciato incustodito per pochi attimi, il tempo di voltarsi per richiamare i figli Sammy e Daniel, innervositi dalla fame, e la brace caduta a terra si è precipitata verso porte e finestre. Nessun problema, comunque: ogni buona assicurazione contempla la clausola della “stupidità”, tanto da risarcire gli atti mancati, rimborsando i pensieri rovesciati sul bagnato. Per la coppia arriva così “il momento”: svendere, disinfettare, pulire, ridipingere, allargare e ristrutturare, in un via vai frenetico di operai e nuove prospettive. Ma non basta, una mano di vernice non è sufficiente: il matrimonio di Elaine e Paul stagna ancora in acque sporche, ed entrambi non ricordano come fare per avvicinarsi alla riva di un'auspicata salvezza. Nuotano scomposti, il fiato mozzato e le membra stanche, impegnandosi a rovinare quella che non è più una famiglia, solo un triste arcipelago di frustrazione in cui ogni isola va più o meno silenziosamente alla deriva. Sono quattro, e sono soli: Elaine in cerca di un riscatto qualsiasi, una carriera che la liberi dal legaccio dei grembiuli e dei pavimenti da sfregare; Paul orientato verso inutili gesti estremi, una passione meccanica divisa tra donne prive di volto e un lavoro privo di scopo; i bambini, innocenti certo, ma complici, alle prese con genitori fragili e mai cresciuti. Accanto a loro, a pochi passi dal fallito disastro creato ad hoc, altre isole alle prese con una irredimibile “lontananza”: le coppie di amici, i parenti più stretti, i vicini premurosi, che a forza di lucidare l'infelicità per farla apparire ordinaria amministrazione, hanno dimenticato quanto possa essere semplice e consolatorio mostrare agli altri una macchia, uno strappo, un momento di debolezza...
Qual è la giusta musica per un incendio? La potenza di Wagner o la ruggine dei Clash? Più probabilmente il silenzio: il crocchiare del primo fuoco, le frustrate, poi, di una rovina imminente. Perché è in questo modo che Paul ed Elaine, conosciuti dai lettori grazie a La sicurezza degli oggetti e diventati “grandi” in questo Musica per un incendio, osservano lo sfacelo della casa, dell'intera vita. Un disastro voluto ma non completato, cercato nella speranza di ricominciare da zero, eppure inutile, perché la casa, la vecchia casa è ancora lì, malconcia: e il matrimonio, tenuto insieme con la cattiva colla della reciproca sopportazione, non si è rotto, né migliorato. Sono nudi, i personaggi creati da un'autrice americana considerata tra le più promettenti della sua generazione, e dall'alto del cumulo di stracci, piatti rotti, recriminazioni ci osservano impietosi, perché sanno che il loro fallimento è, o sarà, anche il nostro. La Homes, con una scrittura che scansa ogni indugio e reticenza, ci porta fin dentro il cuore della quieta middle class statunitense, quella delle partite al sabato e delle babysitter adolescenti: fin nell'antro della normalità, benessere del cuore e del portafoglio che rende sicuri dell'oggi e del domani, per scoprire che si tratta di una caverna calda ed accogliente tappezzata di riviste porno, l'aria stagnante delle notti fedifraghe in motel di passaggio. La Musica per un incendio è, in fin dei conti, il requiem dei sogni infranti, ciò che potevamo essere e non siamo stati capaci di diventare, quello che volevamo e non abbiamo avuto. Peggio ancora, la storia di Paul ed Elaine, il disperato tentativo di distruggere la superficie per migliorare il contenuto è la storia di chi voleva, di chi ha ottenuto, ritrovandosi circondato di cose e persone senza valore. Nel circolo chiuso di relazioni ipocrite, il fiato sul collo di genitori da accudire, l'uomo e la donna sono schegge impazzite: infelici, immaturi, alla ricerca di un'improbabile serenità, come le altre voci, appartenenti a naufraghi emotivi aggrappati ad una fissazione, ad uno stupido puntiglio. Questo romanzo, che incede lento e misurato, registra con acuta precisione stilistica un crollo personale e collettivo: nessuna pietas per un'accolita di adulti che di notte disfa la tela della consuetudine cucita durante il giorno, che della maturità ha fatto carta straccia. Buona forse per il prossimo incendio con il quale si cercherà di mettersi al paro con l'esistenza. 

 

 

 

 
 
 
 
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