Naif.Super

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Compiuti i venticinque anni, Erlend decide di abbandonare gli studi universitari, la camera in affitto e ogni impegno per riflettere sulla propria vita e su ciò che vuole fare e non fare. Suo fratello si trova all’estero per lavoro, quindi Erlend può trasferirsi nel suo appartamento e passare le proprie giornate, bello sereno, pensando a se stesso: compila elenchi di cose che ha e che non ha, di persone che ammira, di cose che lo entusiasmavano quando era bambino e di ciò che lo rende addirittura felice adesso che ha un lustro, liste di cose che sa, di animali che ha visto o di marche che sono entrate nella sua esistenza. Non si fa mancare l’attività fisica comprando una palla rossa da tirare contro il muro e il kit del piccolo falegname per martellare chiodi su una tavola di legno, né smette di alimentare la sua conoscenza leggendo un libro su Einstein e la teoria della relatività. A fargli compagnia i molti, lunghi fax del buon amico Kim, che lavora da solo in una stazione metereologica al Nord, e il bambino di dieci anni BØrre, che abita nello stesso palazzo, che un giorno gli viene anche lasciato in affidamento perché i suoi genitori devono partire. Proprio mentre è in giro con il bambino, per caso conosce Lise, una ragazza che gli piace: “una ragazza” fa parte dell’elenco di cose che non ha. “Cammino su e giù per la stanza. Respirando profondamente, dentro e fuori. È un piccolo inferno. Martello un momento prima di comporre il numero. Suona un po’ di volte. Poi lei risponde. Adesso sto parlando con Lise. Quando abbiamo finito di parlare, mi sdraio e sorrido. È esattamente come se avesse smesso di piovere. Come se avesse piovuto e piovuto e poi finalmente avesse smesso. E tutto ha un profumo intenso e il colore degli alberi è di ogni sfumatura di verde. È così strano con le ragazze.” Ma il fratello, preoccupato per le sue condizioni psicofisiche, lo invita a raggiungerlo a New York per una settimana…
Il tema del passaggio alla vita adulta è un classico della letteratura, che Loe affronta facendo parlare in prima persona il protagonista e svolgendo la trama attraverso il succedersi veloce e concitato dei suoi pensieri. Sono pensieri vitali, benché nascano in una mente in piena depressione e senza speranze, perché manifestano la volontà di mantenersi a galla comunque, magari racimolando opinioni, ricordi e oggetti che siano il fondamento della sua identità; da qui gli elenchi, che sembrano anche il bisogno di stabilire un ordine all’interno della propria personale rivoluzione. Da qui pure il martellare, quasi una terapia auto-inflitta e comicamente trasmessa al fratello, che tiene concentrata la mente di Erlend per giornate intere. Cercando un senso qualsiasi per sé, arriva a scoprire la logica ineluttabilità - e pure l’illogico destino - in cose “assurde” come il portare a spasso un cane che non è suo nel parco di una città lontana chilometri da dove abita. Se poi la città in questione è New York, tra l’altro argomento delle riflessioni universali di Erlend in via di guarigione, tutto è più facile, no? Durante la presentazione dell’ultimo romanzo di Loe pubblicato in Italia, Tutto sulla Finlandia, qualcuno tra i molti seduti al fresco e alla luce della sala affollata gli ha chiesto di stilare un elenco di cose che lo rendono felice adesso: Loe ha risposto parlando dei suoi figli (anche della lontananza da essi), delle corse veloci in bicicletta nel bosco, di una settimana durante la quale guardare cinquanta film bevendo birra e fumando sigarette con i suoi amici. Romanzo di enorme successo, che ha consacrato Erlend Loe come uno degli scrittori norvegesi più bravi e affermati, Naif.Super ha vinto diversi premi internazionali ed è stato tradotto in più di venti lingue.

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