Naked

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Estate del 1975. Lili è a scuola e si sta esercitando con il pianoforte. Sta suonando il primo arabesque di Debussy quando sente una persona entrare. È Curtis Ray, il ragazzo più figo della scuola, quello diverso, quello che suona musica strana, ha una band e si atteggia da duro. Curtis piace proprio a tutti, e di certo Lili non fa eccezione. Rimane lì a fissarlo estasiata, ascoltando tutto quello che ha da dirle. Vuole che lei entri nella sua band! Nella band di Curtis! Si chiamano Naked e fanno un nuovo genere musicale che si chiama punk. Così l'indomani Lili va a provare con il gruppo. È emozionatissima, e anche timorosa. Sa suonare la chitarra, ma non il basso, strumento che Curtis ha detto che dovrà suonare. E poi loro un bassista già ce l’hanno, si chiama Kenny, ma con lui sono ai ferri corti. Il batterista è invece Stan, un tipo a posto, che non nutre particolari ambizioni. Curtis è la chitarra e la voce, ed è superfluo dire che è la colonna portante. Incredibilmente Lili fa un figurone e da quel pomeriggio è ufficialmente parte della band. La ragazzina è al settimo cielo, ma prima di esultare di solito è bene vedere come vanno le cose...

Un libro veramente, veramente bello. Kevin Brooks ci sa fare con i gusti dei ragazzi e si vede. Se non altro per lui parla la Carnegie Medal, il premio più prestigioso d’Inghilterra per quanto riguarda la letteratura per ragazzi. Questo scritto prende il lettore ‒ preferibilmente un adolescente ‒ e lo trascina dentro la storia con un’energia imponente, irresistibile. Fin dalle prime pagine ‒ vuoi per la narrazione in prima persona, vuoi perché un sogno nel cassetto lo hanno avuto tutti ‒ ci si sente parte della vita di Lili, di Curtis e della band. Ma questo effetto magnetico non è bastato all’autore. Ha voluto strafare. E così via con i dettagli sulle band punk di fine anni ‘70, sui locali più in voga. Giusto per rendere più realistico il tutto, in caso non lo fosse già abbastanza. Ma gli anni ‘70 non sono stati solo musica punk. Nei Paesi anglosassoni c’è stato un ingrediente sociale in più, e Brooks vuole sensibilizzare i ragazzi su un tema poco studiato nelle scuole. È infatti anche il periodo degli scontri tra cattolici e protestanti in Irlanda del Nord, quando Belfast era divisa a metà. Una parte sotto il controllo dell’IRA (Irish Republican Army), un’altra dell’UDA (Ulster Defence Association): e la gente deve decidere da quale parte stare, non è contemplato il non combattere. Questo conflitto, battezzato poi “The Troubles”, ha radici piantate ben prima del 1970, quando nel 1922 sei province irlandesi sono finite sotto il dominio britannico. La guerriglia si accese a fine anni ‘60, quando una serie di partiti cattolici chiesero delle riforme per ritornare sotto il dominio irlandese. I protestanti fecero capire con la forza che non ne avevano la minima intenzione e così partì tutto. Kevin Brooks omette tutto questo background per non appesantire la trama, ma forse dipinge l’aspetto più crudele di quella guerriglia. La sofferenza dei bambini, dispiegata per tutto il libro con una lucidità incredibile. E le terribili conseguenze che tutto questo ha portato. Un libro originale, divertente, ma anche quanto mai utile ed educativo.



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