Napoli magica

Acqua, tufo, sotterranei. Cunicoli, segrete, viscere. Architetture nascoste, sedimentate. Squame sulla pelle, ibridi umani/nonumani. Una città verticale, di tanti strati che si mischiano l’uno all’altro. Neapolis. Attraversamento. Vicoli e vicarielli, incroci, piazze. Secoli, anni, giorni. Partenope, la sirena alla sorgente, alle fondamenta della città, “dolcezze e abissi spettrali”. I Dioscuri, Castore e Polluce, che da Zeus nacquero con la sorella Elena da un Uovo. Uovo nelle viscere di Napoli, elemento mistico racchiuso nella pelle di pietra di Castel Marino, per volere di Virgilio. Bassi, ogni basso un accesso a teatro, ecco Nerone che si esibisce tronfio nel canto mentre tutto intorno la terra trema. Nerone è affezionato alla Napoli ellenica e mistica, dove si veste e si vive alla greca, c’è musica festa e canti, città che conserva i suoi dei da Priapo a Mithra. Botole che si aprono sotto il letto di famiglia, cunicolo che conduce al proscenio. Intimo che scorre verso “il cuore della leggenda”. Un dio egizio, dal volto barbuto, se ne sta sdraiato al centro della città, intorno a Piazza San Domenico i sacerdoti di Iside avevano trovato un centro di “forti componenti magnetiche naturali”, posto perfetto per celebrare riti. Piazza San Domenico, statua del dio egizio, e Cappella Sansevero. Triangolo. Raimondo di Sangro dei segreti esperimenti, delle invenzioni, del silenzio attorno al Cristo velato e al corpo avvolto nel sudario della madre che si appoggia alla lapide spezzata. Una carrozza anfibia attraversa il golfo di Napoli, su cavalli ruote di metallo. Un ragazzo che ama il mare, vive il mare, si copre di squame e diventa pesce, abitando i fondali di Megaride. Cola Pesce. Labirinto. Filo di un discorso segreto. Ogni cosa ne nasconde un’altra…

Bello immaginare il giornalista Vittorio del Tufo al lavoro su questo saggio nelle stanze di casa sua, “montagna di carte, documenti, riferimenti bibliografici, antiche piante topografiche della città, spartiti musicali”. Perché questa è la tavolozza per la Napoli magica: la storia, il mito, la leggenda, i personaggi, l’archeologia, la musica, la geografia. Il teatro e il mistero delle segrete, il tufo e l’acqua del mare. Napoli città “partorita dalle su stesse viscere”. Viscere profonde, di ibridazioni e intersecazioni culturali e religiose, di popoli e di lingue. È vita di forze magnetiche ipogee e solari. È brulichio che ispira fervida immaginazione dal misero al ricco, dal basso alle sale di un castello. Stesso filo, che si cela e sorprende. Questi sentieri attraversa Vittorio del Tufo: conversazioni, studio, ricerca, le pagine dell’ Uovo di Virgilio pubblicate su “Il Mattino”, e dedicate al cuore esoterico della città, esplorazioni già esposte sul Trentaremi del 2015 (Rogliosi). Genius loci e frequentazione del mito che, non lontano dal reale, è “per dirla con Marino Niola” - e questo aspetto percorre a fondo le pagine di Del Tufo - “il respiro che lo anima dall’interno, soffio poetico, battito ancestrale dei vulcani”. Dunque ecco la dea sirena, ecco Partenope, ibrido e zona di confine tra umano e pesce: a Megaride viene a morire, e là i primi abitanti della futura Neapolis la trovano con gli occhi chiusi e i capelli adagiati sull’acqua . E là, sepolcro e fondamenta.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER