Nascita e morte della massaia

Nascita e morte della massaia
La Massaia da bambina dormiva dentro un vecchio baule dal quale non usciva mai. Per colazione pranzo e cena mangiava solo molliche di pane, mentre si riempiva di polvere, calcinacci e muffa. La notte si portava una lanterna e si metteva a leggere finché non si addormentava e allora faceva strani sogni con fili di ragnatela avvolgenti. Sua mamma si lamentava sempre che con quei comportamenti l'avrebbe fatta morire di crepacuore e questo continuò a dirlo anche dopo, quando la Massaia non era più una bambina ma una giovane donna. Fu allora che iniziò il via vai dei pretendenti che, spinti dalla madre, andavano a vedere la Massaia per prendersela in moglie. Ma a nessuno pareva il caso di sposare una donna cosi grassa, ricoperta di polvere e di muffa, per giunta chiusa dentro un baule. Ma un giorno la Massaia, per far piacere alla mamma, uscì finalmente dal baule e iniziò a lavarsi con acqua bollente e sapone finché divenne bella e piacente come la volevano tutti. Allora la mamma organizzò un gran ballo per mostrare a tutti la sua nuova figlia e trovarle finalmente un marito...
Surreale, parodico, femminista, simbolico, ironico, caustico, dissacrante: sono tanti gli aggettivi che potrebbero definire il libro di Paola Masino che, d'altra parte, è eterogeneo anche sul piano stilistico. L'autrice utilizza registri e modalità narrative sempre diverse, passando con scioltezza dalla prima alla terza persona, da dialoghi a mo' di teatro a lunghi monologhi interiori. Nascita e morte della massaia dipinge la figura di una donna, prima bambina poi moglie, madre suo malgrado, capace di smascherare i meccanismi di una società che la ingabbia dentro ruoli ben precisi. I personaggi non hanno quasi mai nomi propri, a cominciare dalla protagonista, quasi più oggetto che persona (da bambina la Massaia veniva spolverata proprio come un mobile!). Un personaggio dalle mille sfaccettature che segue una parabola discendente prima (la nascita e il distacco dal suo particolare utero, il baule nel quale vive; l'ingresso nella società; il matrimonio) ascendente poi (la morte del titolo). Un libro denso di simbolismi, non sempre di immediata lettura, dove con una lingua raffinata e ricercata, sinuosa e labirintica, si scava nella mente della Massaia dentro parole come “femminilità” o “maternità”. Una ricerca che non porta quasi mai a soluzioni ma che suscita tante domande. Un testo con il quale l'autrice ha messo sotto accusa i cardini sui quali si reggeva, e si regge, la nostra società: il matrimonio e la famiglia. Paola Masino, compagna di Massimo Bontempelli, lo ha scritto fra il '38 e il '39, è uscito a puntate sulla rivista letteraria Tempo tra il '41 e il '42, e poi con Bompiani nel '45 e nel '70, infine con La Tartaruga nel '82. ISBN, nella sua collana dedicata alla riscoperta dei libri del '900 italiano caduti nel dimenticatoio, lo riporta sugli scaffali dopo quasi trent'anni. Che significa? Che le condizioni della donna non sono poi così diverse e che, in altre parole, “l'angelo del focolare” di mussoliniana memoria, purtroppo, lotta e vive insieme a noi.

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