Navi, porti, bordelli

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Drago è nato nei primi del Novecento, nel novembre del 1908 per la precisione. Nasce a Sinj o Signo, come riportano i suoi documenti veneziani, nell’antica città che prendeva il nome di Segovia, in pieno retroterra dalmata. In una sera silenziosa e fredda, da ragazzino, sente la madre raccontare, nei dettagli, la tragedia del Titanic. È una vera e propria epifania perché, benché si tratti di una vera e propria tragedia, questa storia genera nell’animo di Drago la voglia di navigare, di attraversare gli oceani e conoscere Paesi lontani. Il suo profitto scolastico inizia così a diventare inversamente proporzionale rispetto alla sua voglia di vedere l’America. Nel 1921, quando non ha ancora compiuto tredici anni, il ragazzino abbandona gli studi e ottiene la matricola per imbarcarsi dal porto di Spalato. Frequenta le vecchie osterie dei marinai e riesce a farsi ben volere da tutti i vecchi lupi di mare. Il suo battesimo del fuoco avviene sul piroscafo Mosor, imbarcato per volere dell’ispettore Giorgio Macella che lo assegna alla cucina. Il primo, questo, di un’infinità di altri viaggi che lo porteranno poi anche ad arruolarsi in Marina e successivamente a girare mezzo mondo, dall’Adriatico al Sudamerica, dall’Australia all’Oceano Pacifico, passando per le carceri americane di Fallsome e San Quintino, dove si fa una reputazione con il nome di James. Smette di navigare alla veneranda età di settantatrè anni, senza dimenticare mai però, come gli ha intimato il suo primo ispettore portuale da ragazzo, “quanto è salato il mare”…

Giacomo Scotti è un autore della provincia di Napoli, classe 1928, che dal 1947 vive a Fiume. Tra le altre attività che svolge, lo scrittore è uno dei vertici dell’Unione Italiana che si occupa delle comunità italiane di Croazia e Slovenia. Ha pubblicato più di novanta libri tra saggi, romanzi, racconti e poesie, quasi sempre con un focus sulla storia più o meno recente della ex Jugoslavia. Questo suo ultimo resoconto biografico è avvincente come un romanzo alla Salgari o alla Conrad ma narra esclusivamente la vera vita in mare di Drago, un marinaio dalmata del secolo scorso che ne ha passate di cotte e di crude. Storie che l’autore ha ascoltato nel corso degli anni di frequentazione intensa con il protagonista. Dapprima aneddoti, alcuni difficili da credere, e poi episodi sempre meglio caratterizzati e suffragati da prove documentali. Sullo sfondo della narrazione in prima persona possiamo osservare tutti gli eventi salienti del secolo scorso, dalla nascita del fascismo alla Rivoluzione d’ottobre, passando per il proibizionismo dei ruggenti anni Venti, fino alla guerra sanguinosa nel Pacifico. Uno stile semplice, scorrevole, diretto e mai volgare, nonostante molte vicende narrate lo consentano. Forse solo un po’ retrò a tratti, vedi l’identificazione di ragazze in gonnelle, ma si tratta pur sempre di fatti del primo Novecento quindi non stona molto. Si legge tutto d’un fiato, senza particolari momenti di noia o pesantezza.



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