Nazariantz

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Federico è un giovane avvocato penalista del foro di Bari. Lavorare nella sua città non è per nulla facile. Eppure non c’è altro luogo che lui ami tanto come il capoluogo pugliese. Senza il mare, senza quei sapori, senza i colori di Bari, Federico non ci saprebbe proprio vivere. Il suo primo incarico “importante” gli arriva quasi per caso. Decide di difendere Mario, un giovane di buona famiglia, accusato di avere ucciso con crudeltà la sua compagna Bianca. Tutte le prove sono contro Mario. Tutto tranne l’istinto di Federico che così comincia ad andare oltre tutte le apparenze, oltre le testimonianze schiaccianti. Mario dal canto suo continua, dal carcere, a dirsi innocente e innamorato di Bianca con cui stava progettando un futuro assieme. Davvero può averla trucidata in quel modo e con quella efferatezza? Federico scopre una cartolina scritta in cirillico nell’appartamento in cui i due avevano da poco deciso di trasferirsi per vivere assieme: una nuova pista non battuta dagli inquirenti. Che sia questo l’indizio che mancava per cominciare a intravedere un nuovo filone per le indagini e ricercare una verità non così tanto scontata?

Alessandro Florio, come il suo protagonista, è un avvocato barese e per la prima volta si cimenta con un romanzo. Il plot narrativo è ben congeniato e stilisticamente è molto ben costruito: capitoli brevi, paratattici, una scrittura che va dritta al cuore delle cose senza fronzoli ma che colpisce il lettore, lo tiene incollato. Certo, chiunque abbia letto uno dei primi romanzi di Gianrico Carofiglio non può non notarne alcune similitudini nella costruzione della figura del protagonista e, ovviamente, nella descrizione dei luoghi più suggestivi del capoluogo pugliese. Probabilmente Florio è influenzato dal più noto scrittore barese che, in un certo senso, ha fatto scuola ed è divenuto un punto di riferimento per gli appassionati del legal thriller. Incredibilmente bella è la Bari che viene descritta da Florio: c’è il mare che regna incontrastato sulla città, mare che consola e che lenisce le ferite, che fa sì che i pensieri possano rimettersi in ordine quando si è nel persi nel caos della vita quotidiana. C’è la chiesa ortodossa che diviene il fulcro del mistero che attanaglia i protagonisti, il Palazzo di Giustizia in cui ogni giorno si tenta di far sì che la verità e la giustizia non siano due concetti divergenti. Un esordio interessante questo di Alessandro Florio di cui attendiamo al più presto un nuovo romanzo che, magari, lo affranchi definitivamente dal paragone con il più noto scrittore suo concittadino.

 

 

 

 
 
 
 

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