Ne vale sempre la pena

Momcilo Jankovic, meglio noto come “il Dottor Sorriso”, è stato responsabile del Day-Hospital del reparto di Ematologia pediatrica al San Gerardo di Monza, dove ha lavorato per quarant’anni, ha abbracciato e salvato giovani vite o ha dovuto lasciarle andare, perché un Day Hospital è “un mercato della vita”. Eppure, anche lui ha vissuto, più volte, in prima persona, l’esperienza del dolore, del tumore che, come un organismo mafioso, ha provato ad attentare a lui e alla sua famiglia. Da quelle esperienze ha saputo imparare soprattutto l’importanza, in tali situazioni, dell’aspetto umano-emotivo, della necessità della sua presenza costante, anche solo di supporto psicologico, per i suoi piccoli pazienti… è così che Iacopo, Sofia, Ivan… e tanti — molti — altri sono diventati una parte imprescindibile di lui, del dottor sorriso…

Umanità. È questa la parola chiave di tutto il libro. L’homo sum di terenziana memoria. Se sono un uomo, nulla di ciò che appartiene, che accade, agli altri uomini può essermi estraneo. La leucemia che colpisce un bambino, colpisce tutti. Il dolore viene affrontato con consapevolezza e cultura emotiva, oltre che medico-professionale. Ai piccoli pazienti, con metafore e similitudini ad hoc, viene spiegato con dolcezza ciò che sta loro accadendo. L'ospedale diviene una famiglia con le famiglie, lo spazio della speranza. Il tutto ricorda — ed è spesso citato dallo stesso autore — “Braccialetti Rossi” di Espinosa. Quelle che ci vengono raccontate sono storie reali, di piccoli-grandi eroi che ogni giorno combattono la loro battaglia col sorriso, come esseri umani che non smettono mai di essere tali (se questo libro fosse una canzone, potrebbe di certo essere “Credo negli esseri umani” di Mengoni). La prosa è lineare e insieme colta, come un ramo spoglio e al contempo ornato di splendidi fiori. Si parla di leucemia infantile, con toni delicati, poetici — “la poesia […] è un modo di ricreare il mondo per poterlo spiegare” — e comprensibili, con storie incredibili perché: “se si sogna da soli, è solo un sogno. Se si sogna insieme, è la realtà che comincia”.

 


 

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