Nebbia a Tangeri

Nebbia a Tangeri

Flora si sveglia in una stanza che non conosce, nuda e soddisfatta dopo aver fatto sesso con l’uomo che le dorme a fianco e di cui conosce appena il nome, Paul. Si veste cercando di non fare rumore, raccoglie le sue cose, ma non ce la fa a non curiosare nel portafogli di lui. Non trova nulla però: né carte di credito, né libretti di assegni, né un biglietto da visita, lui dal letto tossisce e lei dalla paura si fa sfuggire il portafogli dalle mani. Lo afferra al volo, ma un ciondolo dalla forma del tutto simile a una croce scivola via. Flora lo raccoglie e se lo mette in borsa, incuriosita da un libro, intitolato Nebbia a Tangeri e firmato da tale Bella Nur, che ha trovato appoggiato sullo scrittoio, pieno di post-it con appunti in francese. Ancora un’occhiata e prima di andarsene lascia un foglio con un numero di cellulare e la sua titolare, cioè lei, “Flora la dormiente”. Alla reception dell’hotel il ragazzo del turno di notte la saluta, ma lei furtiva non risponde nemmeno. Fa freddo a Madrid nel dicembre 2015 e Flora ha fretta, deve tornare a casa. Per strada i ricordi dell’esperienza appena vissuta tornano con insistenza: si sente viva come non le succedeva più da anni. Ripercorre ogni bacio, ogni parola, ogni respiro, quasi un film che vede e rivede perché nel suo letto, invece, la attende un altro uomo, che sa tutto di prodotti e code al supermercato, “un fossile del quotidiano” come lo ha identificato Flora, durante la solita spesa del sabato, mentre lei sogna ancora, persa nei messaggi intriganti che Paul le invia sul cellulare...

Inseguire un sogno, rappresentato nello specifico da un uomo, e ritrovarlo in un romanzo tale e quale a come lo si è vissuto... Beh, non si può dire che la trama non sia intrigante, ma lo è altrettanto la sua ambientazione, la città di Tangeri, descritta perfettamente in tutte le sue caratteristiche, in quei profumi, nella magia, in quegli stessi colori a volte alterati dalla nebbia. Sono atmosfere da Mille e una notte anche nel racconto accurato di palazzi e ville, luoghi belli e sontuosi che lasciano il segno e non solo per un amore coinvolgente. Amuleti, veri o presunti, gioielli antichi, tappeti, spezie: non c’è storia, perché al di là della trama del romanzo che indubbiamente c’è ed è molto particolare per quel suo essere “romanzo nel romanzo”, con l’uno che spiega l'altro e lo arricchisce di particolari, il background, le sensazioni, il mondo orientale, il mistero sono in grado di affascinare il lettore, di fargli percepire davvero quei profumi e portarlo lontano. Seguendo le vicende di Flora, si ha proprio voglia di vederla questa città di Tangeri, di raggiungere la protagonista e vivere mille avventure con lei, alla ricerca di Paul, ritrovando contemporaneamente tutti i luoghi raccontati così come solo chi li conosce bene può fare. Mercati, vicoli, caffè storici, un gioco intricato di strade e hotel, i mercanti di pietre dure e gioielli, i giardini, il suo essere crocevia di religioni perfettamente conviventi. E sono luoghi veri quelli descritti, dalla libreria dove Flora cerca notizie della scrittrice Bella Nur a Villa Josephine dove effettivamente la trova perché ogni giorno alle 16 vi prende la sua cioccolata con le madeleine à la Proust...

LEGGI L’INTERVISTA A CRISTINA LÓPEZ BARRIO



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