Nefertiti

Nefertiti
1347 avanti Cristo, dodicesimo anno di regno del Faraone Akhenaton, Egitto. Rahotep, giovane investigatore-capo del Medjay, la temuta polizia di Tebe, è felice del suo amore per la moglie Tanefert e per le sue due bambine, ma al tempo stesso terrorizzato di perderlo. E quando gli viene ordinato di recarsi nella nuova capitale del regno Akhetaton, la Città del Sole, che il Faraone ha fatto costruire nel deserto dal nulla per onorare la nuova divinità che ha imposto all'Egitto, Rahotep avverte forte il morso della paura. Perché richiedere i servigi di un poliziotto di un'altra città, per quanto valente? Forse che nella nuova capitale non ci sono agenti all'altezza, o il problema è che Akhenaton non si fida di coloro che lo circondano? Le voci parlano della scomparsa di una persona, ma il mistero è fitto. Eppure è impensabile non obbedire a un ordine, e così Rahotep parte per il deserto, lasciando la corrotta Tebe per l'ignoto. Durante il viaggio - effettuato in incognito - qualcuno tenta di assassinarlo, peggiorando i suoi presentimenti, ma solo quando giunge ad Akhetaton Rahotep si rende conto di quale dramma ha investito la sua vita: la persona scomparsa è infatti la potentissima e amatissima consorte del faraone, la bella Nefertiti, una donna volitiva e affascinante al centro di un complesso intrico di rancori, vendette, trame, sospetti, odii. E Akhenaton, che gli ordina di ritrovarla entro dieci giorni, lo avverte: in caso di fallimento, Rahotep sarà ucciso, e con lui la sua amatissima famiglia...
Quella del faraone Akhenaton (nato e salito al trono col nome di Amenhotep IV, ma poi ribattezzatosi in onore del dio Aton), il padre di Tutankhamon, è una delle figure più controverse e studiate della storia egizia a non solo: è ricordato come il 'faraone eretico', perché diede vita a un ambizioso quanto irragionevole tentativo di cancellare (o perlomeno ridimensionare drasticamente) dall'oggi al domani l'intero millenario pantheon egizio e di imporre al suo posto una religione a forte carattere monoteista basata sul culto del Sole, Aton appunto. Fatale che una scelta del genere (unita al progetto di costruire una nuova capitale dal nulla, Akhetaton o Orizzonte di Aton - oggi Tell el-Amarna - con un investimento che quasi prosciugò le casse dello stato egizio) lo portasse a un attrito fortissimo con il vecchio clero, che tramò conro di lui più o meno apertamente per tutta la durata del suo regno e dopo la sua morte impose una vigorosa restaurazione al giovane e fragile neo-faraone Tutankhamon e diede vita a una damnatio memoriae durata secoli, con distruzione di documenti e immagini. Oltre che una reputazione controversa e un figlio celebre, il buon Akhenaton ebbe anche una moglie (una delle cinque e - pare - non la favorita) bellissima, come il busto che la raffigura giunto fino a noi testimonia ampiamente, e molto ambiziosa: una di quelle donne insomma avanti rispetto al loro tempo, destinate a costituire un modello prezioso per il genere femminile e un fastidio insopportabile per il loro ambiente maschilista. Protagonisti fascinosi per il romanzo d'esordio di Nick Drake, sceneggiatore e commediografo londinese, che si guarda bene dallo sfornare il 'solito' mystery storico con il 'solito' investigatore più o meno esotico. Scrittura raffinata, plot non banale, atmosfera davvero inquietante, molto romanticismo ma nessuna smanceria, un pizzico di erotismo, più introspezione che azione: ecco gli ingredienti della prima avventura dell'ispettore Rahotep. Speriamo vivamente che altre ne seguano.

 

 

 
 
 
 
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