Nei boschi eterni

Nei boschi eterni
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Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg del13° Arrondissement di Parigi ha comprato la casa dove intende portare suo figlio. Situata in fondo ad un vicolo, ospitava un convento dove una monaca, sul finire del ‘700, ha sgozzato molte donne e ora, non contenta, continua a far impazzire tutte quelle che ci vanno ad abitare. Ciò che preoccupa Adamsberg non è però un fantasma che gironzola in soffitta ma i crimini sui quali sta indagando. Mentre vengono rinvenuti i corpi di due uomini addetti del mercato delle pulci che, pur non essendo giardinieri, hanno sotto le unghie tracce di terriccio, Claire Langevin, l’angelo della morte, una vecchia conoscenza della polizia che ha ammazzato ben trentatré anziani, fugge dal carcere dopo l’ennesimo omicidio. Da tre settimane, intanto, al tenente Veyrenc è stato assegnato un incarico che lo obbliga a sorvegliare una giovane donna e suo figlio. Ha lavorato tanto per farsi trasferire all’Anticrimine di Parigi ma Adamsberg pare non accorgersi di lui. In Normandia, invece, qualcuno trucida bellissimi cervi senza prelevare trofei, tranne che estirparne il cuore. E Adamsberg viene coinvolto anche in questa indagine...

Ecco un giallo che forse è il più inquietante tra quelli scritti da Fred Vargas. Tra cadaveri di vergini profanati, pozioni magiche e misteriose ombre che si aggirano per cimiteri, prende vita un’indagine intricata, un gomitolo arruffato che viene dipanato con grande maestria dalla scrittrice francese, che porta il lettore alla scoperta di un mondo legato a vecchie credenze, dove l’esperienza esoterica la fa da padrone. La Vargas mette sul piatto la sua preparazione da meticolosa ricercatrice medievalista senza mai dimenticare le vicende personali del suo fortunato personaggio, l’indecifrabile e tranquillo Adamsberg, e dei suoi agenti. Come spesso accade il commissario incontrerà il suo passato mentre il suo presente resta nebuloso come il suo infallibile metodo di indagine, nel quale gli indizi raccolti formano un puzzle che pare impossibile da ricomporre. Ma non per “lo spalatore di nuvole” nato dalla penna della Vargas. Trecentottantasei pagine di piacevole lettura.



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