Nel bianco

Nel bianco
Autore: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

All’inizio del 2008 Simona Vinci, messe da parte le sue paure, parte per l’Africa, Sierra Leone, uno dei Paesi più poveri del mondo, con il più alto tasso di mortalità infantile. È come se avesse cominciato una nuova fase del suo percorso. Quando mesi dopo decide di partire per la Groenlandia il più è fatto, i suoi timori sono ormai superati. Le resta da sistemare le cose da portare con sé, preparare un minimo di attrezzature per affrontare il freddo, quello vero, quello che non siamo abituati a conoscere. Si fermerà una settimana in Islanda – stregata da quella terra magica di ghiaccio e di fuoco, di mare e di monti altissimi – per poi dirigersi a Tasiilaq, in Groenlandia appunto, che in inuit significa «come un lago immobile». Gli inuit sono i protagonisti silenziosi, un popolo emarginato che sembra incarnare tutto ciò di cui non ci curiamo, quello che non è sufficientemente importante per essere da noi conosciuto e studiato. Un popolo che sta subendo la devastazione delle propria terra in nome del dio petrolio. Simona Vinci cerca di entrare nella loro comunità, pone domande, si relaziona a loro. Entra nell’ospedale della città, parla con gli adolescenti della cittadina, visita il cimitero. Si immerge nei luoghi che la circondano, fa in modo che tutte le barriere che ci portiamo dentro cadano, tenta di non avere filtri nei loro confronti. Si lascia andare all’imprevisto, al viaggio, all’accidentale. Al caso. Alle storie in cui inciampa e che racconta…

Simona Vinci resta per un mese Nel bianco e ci regala uno dei reportage – sebbene costringere quest’opera nella categoria dei diari di viaggio sia quasi comprimerla in una definizione troppo ristretta – più interessanti su quella terra ricca di fascino e di mistero, dove si cerca di non restare mai soli. La solitudine è l’incipit della fine. La vita è vissuta a stretto contatto con la comunità – ristrettissima – con cui si divide la quotidianità. Live together, die alone. La scrittrice è stregata dal bianco abbagliante, quasi mistico, che tutto circonda e avvolge. Il bianco che le porta alla mente Melville che, riflettendo sulla bianchezza della balena in Moby Dick scrive che «c’era un vago orrore senza nome… una cosa così mistica e pressoché ineffabile, che io quasi dispero di renderla in forma comprensibile. Era la bianchezza della balena che sopra ogni cosa mi sgomentava». La balena bianca è ciò che non conosciamo, il mistero della vita. Il bianco contiene l’intero spettro cromatico della luce, ma nasconde i colori ai nostri occhi. Che cosa resta alla fine di un viaggio? Cosa rimane impresso, indelebile, nell’iride dei nostri occhi? Quali saranno gli odori, i sapori, che riusciremo a portare con noi per il resto della nostra vita? “I viaggi sono i viaggiatori”. Tocca metterci in marcia. Partire. Tornare. E partire ancora. Senza stancarsi. Mai. Nel bianco è un inno al viaggiare, al non fermarsi mai, a continuare a scoprire sempre qualcosa di nuovo in questo meraviglioso mondo in cui viviamo. E poi, forse, sarà possibile capire dove sia realmente “casa” e dove sia il nostro posto, se apparteniamo al luogo in cui siamo nati oppure se siamo cittadini globali e zaino in spalla siamo pronti ad una nuova partenza, ad una nuova avventura.



 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER