Nel cuore della notte algerina

Nel cuore della notte algerina

Non è facile far sentire la propria voce quando si vive sospesi tra due culture, quella algerina e quella francese. Non è facile soprattutto se il periodo storico è la guerra d’indipendenza algerina e se quella che chiede di essere ascoltata è una voce di donna. Lo sa bene una delle narratrici che, ancora bambina, ha sacrificato alla guerra ciò che di più caro aveva al mondo: mamma e papà. Cresciuta dalla zia materna, ripercorre con il viaggio e con la scrittura il “vuoto in una lingua muta” che Orano, città natale, ha lasciato in lei… anche Wardya sa bene quanto sia difficile essere donna, avere vent’anni e vedersi improvvisamente privati della libertà per non disonorare il buon nome paterno… e poi ancora Isma che vive la sua giovinezza in clandestinità, nel terrore di essere trovata e uccisa, ma che suo malgrado non riesce a sfuggire all’amore… lo sa bene anche Atika, professoressa di francese ad Algeri: appassionata di letteratura e politica, analizza con gli alunni alcuni brani tratti da Le mille e una notte e diventa lei stessa una moderna Sherazad…

Nel cuore della notte algerina, pubblicato per la prima volta nel 1998, viene riproposto da Giunti in una nuova edizione. Sviluppato in due parti e sette racconti, il volume ruota attorno a figure femminili di diverse età ed estrazioni sociali. Spesso sono le protagoniste a parlare in prima persona, altre volte sono parenti e conoscenti a raccontare per loro. Direttamente o meno, ogni vicenda è legata ai fatti accaduti nei decenni fra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso in Francia e Algeria. Conflitti armati, attentati sanguinosi che coinvolgono anche civili, formazioni terroristiche e contestazione politica aprono una finestra su un periodo storico che forse, per noi italiani, non è stato ancora approfondito a sufficienza. Assia Djebar vuole fare proprio questo: offrire un ricordo di tutti quegli uomini e donne che hanno pagato la difesa di un ideale a prezzo del proprio sangue o di quello di coloro che amavano. C’è molto dolore in queste pagine, ma anche molta dignità e, nonostante ne emerga una critica verso alcuni aspetti del mondo islamico, c’è anche tanto amore per l’Algeria. Attraverso una narrazione sensuale, a tratti onirica e vicina alla fiaba, l’autrice travolge il lettore e lo immerge in odori, colori, accezioni linguistiche e religiose proprie del mondo algerino.



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