Nel fuoco si fanno gli uomini

Nel fuoco si fanno gli uomini

Gli incubi tormentano ancora Alessandro Valtorta; sono passati quattordici anni da quel giorno nefasto, da quel giorno in cui iniziò a rimettere faticosamente insieme i pezzi di un’esistenza vissuta a cavallo tra il male e il bene. Qualcuno ne ha fatto le spese, qualcuno che probabilmente non c’entrava niente e questo maledetto senso di colpa riaffiora ogni giorno come un’ ombra che gli fa rivivere il passato e lo ammonisce a non sbagliare più in futuro. Oggi non è una bella giornata: una ragazza è stata uccisa e il suo corpo perfetto, fino a poche ore prima seducente, sembra adesso un manichino pronto per essere gettato via dopo la chiusura di un grande magazzino. La ragazza è russa, si chiama Ekaterina Golubeva, e tra i bossoli calibro 32, la cocaina, dodicimila euro in contanti, gli indumenti sexy oltremisura e i giocattoli erotici, non sembra difficile comprendere come si guadagnasse da vivere. Una puttana ammazzata, ecco cosa appare davanti a Valtorta. Una giovane donna uccisa quasi a bruciapelo e nessuno che abbia sentito niente. Bisogna vederci chiaro, costruire una traccia da quel mortifero nulla apparente che gli inquirenti hanno davanti agli occhi. Sono passate circa dodici ore dal decesso, e chi l’ha ammazzata può già trovarsi chissà dove, a perpetrare altri omicidi o a proseguire una fuga che lo vede già in vantaggio di mezza giornata…

Accattivante già dal titolo, l’ultima fatica di Ivan Brentari – recentemente al lavoro con Wu Ming 2 e Aldo Giannuli – è un thriller fortemente cupo e crepuscolare che non sfigurerebbe nella produzione di Giorgio Scerbanenco, maestro del noir italiano. Rispettando le regole del “nero” tradizionale (vicissitudini scabrose, personaggi ambigui e duri, donne fatali e omicidi apparentemente inspiegabili), il giovane autore ci conduce in una città senza speranza attraverso il riuscito personaggio di Alessandro Valtorta, ex drizzatorti di un boss della Milano “male” passato dalla sponda dei ladri a quella delle guardie. Il background emotivo di Valtorta ne fa un protagonista dalle molteplici sfaccettature, costantemente combattuto fra un passato di sangue e lutto e un presente di redenzione e lotta alla criminalità a modo suo. Attorno a lui fanno capolino altre figure di spessore, che pur rispettando le rigide regole del noir, sono altrettanto accurate e particolareggiate. Ne deriva un affresco potente, gustoso nel suo essere old-fashioned e nostalgico (leggere la breve nota finale dell’autore per saperne di più) ma anche in grado di intercettare mali di oggi e di ieri, sempre più spesso occultati da strette di mano di intoccabili e da una legalità pronta a farsi da parte secondo convenienza. Il lettore trae giovamento dalla prosa serrata e dalla costruzione narrativa, pur vedendo aumentare, pagina dopo pagina, un’amarezza autentica, che lascia il segno fungendo da cartina al tornasole per un’umanità disconnessa e predatoria che brucia in un rogo di violenza e avidità. Sarà in questo fuoco che dovranno farsi gli uomini di oggi e di domani.



0
 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER