Nel paese delle meraviglie

Nel Paese delle meraviglie
I parchi di divertimento attraggono ogni anno milioni e milioni di visitatori, e questo accade ormai da secoli. Perché? Qual è il segreto di questa forma di intrattenimento così tipicamente umana, tanto da essere diffusa in tutto il globo? Per capirlo occorre prima di tutto analizzare le caratteristiche dei parchi di divertimento, che sono essenzialmente di cinque tipi - i parchi acquatici sono stati esclusi perché in fondo si tratta solo insiemi più o meno elaborati di piscine: i parchi d'attrazione (cioè quel fenomeno che sin dai primi anni dell'800 raccoglieva in una unità di luogo individui straordinari, curiosità, fenomeni da baraccone, macchinari mirabolanti, meraviglie architettoniche, animali poco conosciuti e naturalmente giostre sempre più emozionanti), i parchi Disney (che dal luglio 1955, mese dell'inaugurazione di Disneyland, costituiscono una voce molto significativa - nel bene e nel male - del bilancio della multinazionale americana dell'entertainment e ormai sono diffusi in quasi tutti i continenti con il loro mix di ambienti e personaggi ispirati ai film prodotti dalla casa madre), i parchi a tema (ovvero delle strutture che riproducono un certo luogo e/o un certo periodo storico mantenendo una stretta coerenza interna e distaccandosi dall'ambiente esterno), i parchi e musei naturalistici - acquari e zoo compresi (che hanno trasformato lo studio e la tutela della natura non solo in un business ma in uno show tradendone in parte i principi), e infine i musei d'impresa (cioè le istituzioni e strutture industriali o commerciali talmente legate al territorio e/o alla cultura di un luogo da diventare luoghi memorabili e da visitare)...
Un team di studiosi della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università di Modena e Reggio Emilia coordinato da Stefano Calabrese, docente di Semiotica del testo, e Vanni Codeluppi, docente di Sociologia dei consumi, esplora lo sfaccettato mondo dei parchi di divertimento - realtà complesse nelle quali gioco, socializzazione, istruzione, tecnologia e consumo convivono fianco a fianco e si confondono - con un volume che raccoglie cinque saggi che si leggono come altrettanti capitoli di uno solo. Il linguaggio è perfettamente comprensibile, gli aneddoti stuzzicanti sono tantissimi, i dati presentati assai utili e non manca una vasta documentazione fotografica in molti casi a cura degli stessi autori. In appendice, un prezioso elenco a cura di Cristina Bronzino dei parchi di divertimento (in questo caso i parchi acquatici sono inclusi) di tutto il mondo con recapito internet e indirizzo. E il saggio scientifico diventa guida per il weekend.

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