Nel segno della galletta

Nel segno della galletta

Da decine di migliaia di anni. Là per i mari. “L’inizio della storia della navigazione di bordo può essere fissato convenzionalmente nel momento in cui Noè caricò sull’Arca ogni sorta di provviste per sfamare la sua famiglia e tutte le coppie di animali imbarcate”. La questione è sfamarsi e dissetarsi quando ci troviamo su un fiume o su acqua salata, lontani dalla terraferma per più di qualche ora, giorno, settimana, talvolta persi a molte miglia dalla costa. L’Homo sapiens ha scoperto abbastanza presto, certamente decine di migliaia di anni fa, che i corpi pesanti si muovono in acqua più agevolmente che sul terreno, utile sia a spostarsi che a trasportare, indispensabile a superare barriere sia terrene che marine. Si è industriato per avere cibo e liquidi a disposizione nei vari ecosistemi e climi acquatici, affrontando difficoltà di approvvigionamento e moto ondoso incessante. Stivare a bordo e conservare alimenti freschi e acqua è una vicenda millenaria che ha conosciuto morti e sconfitte, scoperte e tecnologie, popoli e civiltà marinare, in una complessa evoluzione di cui raramente si dà conto. Ci sono glaciazioni e maree, immersione ed emersione di isole, imbarcazioni e flotte, rematori ed esploratori, vele e motori, venti e correnti, arrembaggi e naufragi, quasi mai si racconta cosa e come si mangiava e beveva in crociera. Studiarlo e leggerlo risulta proprio affascinante. Si è navigato prima in altri mari che nel Mediterraneo, eppure anche qui la dieta mediterranea è risultata vincente, pur se esistono varianti rilevanti in ogni continente e in ogni oceano. Sempre la cucina di terra si è in parte trasferita sull’imbarcazione, nel piccolo cabotaggio lungo il fiume o la costa, poi nei lunghi percorsi in mare aperto. I cibi principe della cambusa erano la galletta (grano ma non solo) e l’acqua. E pare che il vino non sia mai mancato…

Il fisico Paolo Dell’Oro (Roma, 1935 – Varese, 2015) è stato a lungo funzionario scientifico dell’Unione Europea, autore di vari ottimi testi, saggi ricerche novelle ricette, frequente viaggiatore soprattutto sul suo Caribbean “Effemera” (un 35” armato a due alberi), esperto di navigazione astronomica e ottimo cuoco. Qui abilmente mescola approccio evoluzionistico, storia delle migrazioni e della navigazione, cultura alimentare e gastronomica, verve letteraria. Vi sono citazioni e note, illustrazioni e tabelle, mappe e foto, una bibliografia interdisciplinare ad arricchire i nove capitoli, capaci di affrontare dettagliatamente argomenti molto diversi: le specie animali e vegetali degli ecosistemi umani terrestri, le gerarchie sociali di epoche quasi sempre con molti schiavi, il mutare di necessità strumenti motivazioni tecniche dell’andar per mare, il meticciato di porti e profumi, ogni aspetto della vita a bordo, le malattie con i profili sanitari e medici, il contributo nutrizionale della pesca mai dato per certo e scontato, la contemporaneità delle crociere di lusso e dei viaggi spaziali. Ne vien fuori una narrazione fresca, colma di informazioni importanti anche sulla nostra vita terrena di tutti i giorni, attenta a definizioni e origini delle parole di uso comune. Il titolo e il filo unitario sono dedicati ai carboidrati calorici della rozza galletta, da pane morbido a biscotto (secco e duro, ammollabile e quasi eterno), un po’ di tutti i cereali, frumento orzo miglio avena sorgo segale, oltre al grano saraceno. Poi viene il pesce conservato, con l’essenziale salatura! Pane e acqua. Acqua e vino. Vino e pesce.



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