Nell’altro

Nell’altro
Gianni, un professore universitario. La monotonia della sua vita inizia la mattina con la sveglia puntata alle cinque. Tutte le mattine, con Full il suo cane, segue lo stesso percorso. “è come se il suo cervello per mettersi in funzione, per esser in grado d’affrontare la giornata (…), avesse bisogno di far succedere al sonno una serie di istanti vuoti, uno spazio che, pur non rimanendo completamente astratto come nel sonno, venga a popolarsi a poco a poco” (p. 12). Dove lo porterà questa strana indolenza? Marta e Lucia. E tra loro lo zio Valerio che, per una complicata vicenda di miseria, non è davvero loro zio. Nonostante tra Valerio e il padre delle ragazze non corra buon sangue, tre volte la settimana sono costrette ad andare da lui a studiare. Fino a che si rompe l’incantesimo. Che ne sarà delle due sorelle e dello zio? Lucia Capece, psicoterapeuta che per amore del suo lavoro ha sacrificato il suo matrimonio. L’incontro con Hana Lita, preceduto da quello con la sua gatta Margareta, segna un momento importante ed emozionante della vita di Lucia. Cosa resterà di questo incontro? E poi ci sono Francesco e Pietro, i gemelli. Inseparabili ed identici. Un rapporto che basta a se stesso. Può il bisogno di identità convivere con una così forte somiglianza che arriva quasi a diventare sovrapposizione? Ancora tante vite e tante storie popolano il racconto…
Il tempo delle azioni si dilata nella lettura (oserei dire nell’ascolto) del flusso dei pensieri. Racconti, frammenti di vita, scritti ora in prima, ora in terza persona, ora con distacco, ora con commossa partecipazione, sono brevi, brevissimi sprazzi di vita. Racconti apparentemente slegati tra loro nel tempo e nello spazio, ma indissolubilmente intrecciati da quella sottile e forte appartenenza che è il senso della famiglia. E della famiglia il ricordo. Il romanzo è un raccoglitore di personaggi che abitano le stanze dei singoli racconti che si tessono in una sapiente costruzione: ogni personaggio nasce in una storia per crescere poi in pagine tutte sue e dare, a sua volta, vita ad altri personaggi, come se si passassero il testimone a costruire, insieme, la trama del racconto. Al lettore viene chiesto di partecipare nella (ri)costruzione del flusso degli eventi e a lui viene data la possibilità di approcciare la “navigazione liberamente, facendo affidamento sulla propria, personale, bussola”, come suggerisce l’autore stesso. Il piacere non è esclusivamente nel plot, nello svelarsi dell’intreccio, che cattura con la sua ricchezza di storie e di personaggi, quanto nella possibilità di assaporare le scelte stilistiche che esprimono precise sensazioni, nella capacità dell’autore di raccontare l’anima e la mente, nell’abilità di dipingere superbamente attimi di vita, percorsi interiori. È un romanzo su i legami indissolubili, stretti e uniti nello spazio e nel tempo. Personaggi, storie ed emozioni che si sovrappongono e si confondono. E il lettore è preso in questo vortice fino a fondersi con il testo: l’uno… nell’altro.

 

 

 
 
 
 
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