Nessun sospetto

Nessun sospetto
Highbury, tranquilla cittadina del New England. Tutti gli ingredienti per la perfetta riuscita del sogno americano circondano la vita di Cal Bradley: psichiatra di spicco presso la sua comunità, felicemente sposato con Marie, donna stupenda dalla quale ha avuto tre amorevoli figli. Le domeniche scorrono serene tra casa e chiesa, una perfetta intesa familiare, qualche dolce nota d’amore e un po’ di sesso, finché qualcosa sfugge al controllo di Cal. Sembra solo un piccolo imprevisto, una sciocca richiesta da parte di padre Fairfax: stendere il profilo psicologico di Peter Blue, diciannovenne disagiato che una notte ha dato in escandescenze e malmenato la sua ragazza, rubato una pistola, dato fuoco a una chiesa, minacciato un agente di polizia e tentato di suicidarsi non appena rinchiuso in prigione. Dai primi incontri con quell’enigmatico ragazzo la vita di Cal non sarà più la stessa e dubbi e ricordi del passato torneranno rapidamente a galla...
Andrew Klavan dà vita ad un’opera impressionante sia per stile narrativo che per contenuti: nulla, nemmeno il particolare più insignificante, viene lasciato al caso. E Nessun sospetto colpisce diretto allo stomaco. Tutto prende il via da un incipit in prima persona che soffia calmo - come un sussurro - nelle orecchie del lettore; una confessione che sbalordisce, spaventa, crea attese, ma al tempo stesso non dice e non vuole dire quasi nulla. Una volta presi all’amo, Klavan gioca con i suoi lettori durante tutto lo svolgimento dell’opera: rivolge appelli che sembrano uscire dalla pagina, per poi nascondersi dietro di essa. Di capitolo in capitolo, di sospensione in sospensione, l’autore dà colpi al mulinello che ci tieni sospesi, restituendoci corda e allentandoci la lenza, fino a straziarci piacevolmente.

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