Nessuno muore in sogno

Nessuno muore in sogno
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Bolzano, marzo 1999. Dopo il processo Marini, il pubblico ministero Jakob Dekas si è preso qualche settimana di ferie. Continua a pensare alla requisitoria, al collegio dei giudici, pensa a come avrebbe dovuto essere più incisivo in alcuni passaggi. Ha portato un prete alla sbarra e questo ha fatto tremare di paura tutta la procura e soprattutto il procuratore, che gli ha quasi girato le spalle. Il tribunale è solo una commedia dove ognuno recita la propria parte, ma allora che cos’è la giustizia? Meglio provare a non pensarci, almeno in vacanza. Alle 5.42 del mattino successivo il cellulare squilla. “Sono in ferie. Se n’è dimenticato?”. È il maresciallo Barra, è stato appena trovato il cadavere di una donna, una certa Claudia Von Delleman. Dekas si ferma, impallidisce, si chiede se sia proprio quella Claudia, non vuole pensarci, né crederci, non può essere lei… poi arriva la descrizione dettagliata della ragazza: trentuno anni, madrelingua tedesca, capelli neri corti. Quando raggiungono il luogo dell’omicidio trovano il corpo nudo e composto di Claudia sdraiato sul divano, come se riposasse. Dekas la guarda e ricorda quel corpo avvolto nel vestito di seta nella cucina del suo appartamento, lei altezzosa e magnifica. In una provincia di poche anime non è difficile conoscere personalmente qualcuno su cui si è costretti ad indagare. Ma è un caso come un altro e Dekas fa quello che deve fare…

A metà fra fiction di intrattenimento e critica sociale, Nessuno muore in sogno è un noir contemporaneo che racconta una storia criminale ispirandosi a fatti di cronaca nera. Attraverso l’amplificazione di alcune tematiche quali la violenza tradotta in femminicidio, il maltrattamento minorile e la prostituzione, l’autrice Katia Tenti utilizza il genere giallo come strumento di denuncia e al tempo stesso come pretesto per un’analisi spietata della società. Sembra così emergere la critica a un ambiente ormai pervaso da colpa e ingiustizia. A rafforzare il lato oscuro del romanzo è poi il luogo in cui è adattata la vicenda, la città di Bolzano, una delle province italiane dove si vive meglio e dove meno ci si aspetterebbe un’ambientazione noir. Una nota di merito va al protagonista Jakob Dekas, non tanto per il ritratto psicologico che ne fa l’autrice: la Tenti si attiene infatti alla consueta personalità combattuta, malinconica e sola del personaggio di genere. Ma non veste più il suo primo attore da commissario o ispettore, gli fa invece indossare i panni del pubblico ministero che non sembra avere troppa fiducia nei tribunali e nella giustizia. Sequel del precedente Ovunque tu vada, romanzo con cui la Tenti ha esordito nel 2014, Nessuno muore in sogno è una lettura che per le tematiche trattate e il ritmo asciutto con il quale è scritto, sa coinvolgere il lettore per oltre 400 pagine trascinandolo quasi in un incubo. Molto consigliato agli amanti del genere.



 

 

 

 
 
 
 

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