Nessuno può fermarmi

Nessuno può fermarmi

Bartolomeo vive a Firenze e studia Filosofia. Si chiama come il nonno, morto in guerra quando la moglie Lina era incinta del primo e unico figlio. Abitavano a Londra, a quei tempi. Così in famiglia si è sempre raccontato, senza perdersi troppo in dettagli. Finché Bartolomeo, poco dopo la morte della nonna, trova una lettera in un cassetto: c’è scritto che il nonno era fra i dispersi dell’Arandora Star, una nave da crociera requisita dall’esercito britannico e carica di prigionieri italiani e tedeschi da deportare in Canada. Molti di loro abitavano nel Regno Unito da tempo, avevano un lavoro e una famiglia, e la sola colpa di provenire da un Paese nemico. Arrestati perché se il tuo capo del governo è un fascista, allora lo sei certamente anche tu. Il 2 luglio 1940 un siluro tedesco affondò l’Arandora Star a largo delle coste irlandesi: morirono più di ottocento uomini. Le tracce di questa scoperta portano il ragazzo a conoscere Florence, una signora inglese che viveva a Little Italy e frequentava la casa dei suoi nonni. Lavorava al Ministero dell’Interno, ma non era vista di buon occhio perché era fidanzata con un italiano, Michele: anche lui fu arrestato insieme a Bartolomeo poco dopo la dichiarazione di guerra. Florence accoglie Bartolomeo nella sua casa, e tra le righe della sua riservata cortesia è evidente che, di quanto avvenne a quei tempi, sappia molto più di quel che dice...

“Dalla prua, un’ultima pioggia di corpi fu scaraventata in mare prima che la nave sparisse con un rumore terrificante, inghiottita dall’oceano”. Questo romanzo insegna molto più che i libri di storia. Della Seconda Guerra Mondiale conosciamo le date e i personaggi principali, abbiamo i racconti dei nostri genitori o nonni che l’hanno vissuta, ma quanti episodi, storie ed emozioni ci sono ignote? Sapevamo delle migliaia di italiani che vivevano a Londra e in molte altre città britanniche, perfettamente integrati nella nuova patria, sospettati da un giorno all’altro di essere spie, cavalli di Troia pronti a infiltrare il Fascismo dall’interno? Questo romanzo fa pensare alla storia che si ripete, così uguale a sé stessa: oggi siamo noi italiani a ritenere criminali i nostri immigrati, molti dei quali vivono qui da molto tempo e sono perfettamente integrati nella nuova patria, solo perché provengono dallo stesso Paese o professano la stessa religione dei responsabili delle guerre dei nostri giorni. Nessuno può fermarmi è un romanzo storico e politico insieme, ma anche un viaggio alla riscoperta delle proprie radici, e di come le persone possano stringere legami anche nei momenti più inaspettati.



 

 

 
 
 
 

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