Nient’altro che la verità

Nient’altro che la verità

Mercoledì 14 marzo 2012, Firenze. Il maresciallo dei Carabinieri Pietro Vitale passeggia lungo l’Arno, in direzione del Ponte Vecchio. La mente è assorta e viaggia nella memoria, rimembrando la sua Palermo, i suoi genitori di origini molto umili che si sono spezzati la schiena una vita per permettergli di studiare, le giornate spensierate sulla spiaggia di Mondello e le lotte con i fratelli maggiori e i compagni di scuola che lo importunavano spesso. Il sud gli manca tantissimo e Firenze non riesce a sentirla pienamente sua. La scelta però è irrevocabile, dati i percorsi poco leciti intrapresi dai suoi fratelli. Il sostituto procuratore Manuela Pucci, invece, è di Firenze da sempre, nata e cresciuta nel quartiere popolare di San Frediano. Il padre è stato un agente di Pubblica Sicurezza, morto inseguendo un piccolo spacciatore in un incidente. La Pucci è un autentico prodigio della magistratura, essendo diventata a soli ventiquattro uditore giudiziario. Diventa una pupilla del Procuratore Capo Da Montalatico che le spiega fin da subito che un conto è la verità processuale, quella che si cerca di provare in aula, un conto è la “verità vera”, quella che forse non si saprà mai e che conosce solo il Signore. E non sempre le due coincidono. A comprovare questa tesi ci pensa un caso di omicidio, assegnato a Pietro ed Emanuela, in cui viene brutalmente assassinata la moglie di un famoso mercante d’arte. Viene coinvolta tutta la sua ricchissima famiglia e a poco a poco si dipana una ragnatela di menzogne, ricatti e vendette sotterranee in cui la verità e l’apparenza si confondono e neppure il movente sembra chiaro…

Torna Alessandro Noseda con un altro thriller dopo la sua trilogia dedicata all’ufficiale della Guardia di Finanza Luca Mariani e Lo stilista. Un romanzo in cui varie verità si mescolano e si confondono e in cui l’autore ha voluto rappresentare, attraverso i suoi due protagonisti, le difficoltà quotidiane che ognuno di noi si trova ad affrontare, magari in maniera celata agli occhi del mondo. L’autore, infatti, attraverso l’escamotage di numerosi flashback che si mescolano alla narrazione principale, riesce in maniera magistrale a rappresentare i drammi e i traumi della vita di Pietro ed Emanuela che li hanno resi quello che sono. Un thriller con echi da romanzo di formazione, quindi. Ottime anche tutte le comparse che gravitano attorno ai due protagonisti e che rappresentano uno spaccato di Italia vera e pulita che cerca di ottenere giustizia, nonostante tutto. Trama senza stereotipi, sempre coerente e fluida, quasi si trattasse di un vero resoconto di un fatto di cronaca.



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