Niente da fare

Niente da fare
Gille avvia una relazione sentimentale con Rosita, una bella donna apparentemente semplice, silenziosa e ridente. Insieme convivono a Parigi in un appartamento in cui fanno bella mostra di sé oggetti che rimandano ad un precedente legame della donna con un ballerino professionista a nome Antonio, insinuando un fluido velenoso di gelosia nel loro rapporto… Rosay è una donna parigina, educata, buona e benvoluta, che vive asserragliata nella tana del suo isolamento in un albergo della Costa Azzurra. Ha alle spalle un matrimonio fallito ed una relazione con un uomo ormai defunto che le ha lasciato in eredità una fortuna economica. Ma è ormai vittima di un’insana passione con il suo cane…
Il percorso letterario di Pierre Drieu La Rochelle, scandito dall’esplorazione di possibilità narrative del tutto eccentriche rispetto alla tradizione, avendo per guida Maurras, Malraux e Céline, risulta evidente anche in questo agile volumetto edito dalla casa editrice Via del vento, che raccoglie due racconti brevi: “Niente da fare” e “La donna con il cane”. Lo scrittore francese non ha fatto che privilegiare le ragioni di una marginalità sentita come essenza stessa, come motore primo della feroce analisi della consunzione morale della borghesia francese. La sua è stata dunque una delle più dolorose testimonianze di rara commistione di letteratura ed esistenza tipicamente decadente. Scettico per intima vocazione, ogni suo racconto è in fondo una beffarda, ironica contemplazione delle vanità mondane, ma anche un cosciente porsi fuori dalla tentazione di un moralismo cupo ed umorale. Come ha opportunamente rilevato Giame Pintor la sua è in fondo un’ironia che non osa fare un palese gesto liberatorio. Anche in questi due brevi racconti egli non appare investito di un memorabile compito universale di redenzione umana, ma è piuttosto un pittore di rovine, il disegnatore di una grottesca parodia della maldestra erosione morale e sociale di un’umanità vocata al suicidio. Emblematico è il caso della “donna con il cane”. Quando tutto è ormai perso, e fatta a pezzi la propria felicità, quell’ambigua signora si rifugia nel bizzarro colloquio con il proprio animale come estremo sacrificio di se stessa. Il racconto che apre il libro, invece, descrive l’evoluzione di un uomo nei confronti della propria gelosia. Attorno ai tre protagonisti Drieu La Rochelle costruisce un complicato rapporto amoroso, un enigmatico labirinto di sentimenti descritti con elegante e levigata compostezza tra false verità, reticenze, latenti gelosie ed incomprensioni. Due racconti in cui questo autore maledetto tratteggia, in maniera tanto sbrigativa quanto impietosa, le figure di persone disorientate, consegnandoci come sempre più dubbi che certezze.

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