The night sessions

The night sessions
2037. Il mondo è profondamente cambiato. La società è cambiata, e dopo le guerre di religione innescate a partire dal famigerato 11 settembre, l’umanità sta ora vivendo un secondo illuminismo, un’epoca di laicità e tecnologia in cui non sono più le religioni a reggere il mondo, il potere temporale e quello spirituale sono definitivamente separati e la tolleranza è un valore diffuso. Ma una serie di eventi sconvolgono l’equilibrio creato negli anni: ad Edimburgo un prete muore in un’esplosione che ha tutta l’aria di essere un attentato e, successivamente, un vescovo viene ucciso. Sono omicidi a sfondo religioso: è questa la conclusione a cui giunge l’ispettore della polizia investigativa Adam Ferguson, memore degli eventi che hanno insanguinato il mondo nel nome di un credo. I sospetti degli attentati, infatti, ricadono subito su un gruppo di attivisti atei ma Ferguson, aiutato dal suo assistente Skulk – un ‘leki’, un robot poliziotto dotato di intelligenza, attraverso le sue indagini scopre una cospirazione mondiale che coinvolge direttamente l’intelligenza artificiale e vede protagonisti umani e androidi nascosti in Nuova Zelanda, all’interno di un parco divertimenti, che stanno organizzando un attentato di dimensioni apocalittiche. Sembra che qualcuno voglia ridar vita alle guerre di religione…
È una distopia che fa riflettere, quella narrata da Ken MacLeod in The night sessions, ultimo romanzo di una serie che attraverso l’occhio della fantascienza analizza grandi temi politici, sociali e religiosi quali socialismo, capitalismo, anarchia e libertarismo. E anche questo ultimo lavoro non tradisce le attese, raccontando una società in cui a dominare le coscienze non ci sono più le religioni, consumatesi nell’atto estremo di rinnovate guerre, ma una pacificante laicità e una tecnologia che ha ormai preso il sopravvento. È proprio questo aspetto a differenziare il nuovo concetto di fantascienza, attenta allo sviluppo di tematiche e problemi presenti e futuri, rispetto ai dischi volanti di qualche tempo fa. Un filone di cui The night sessions è degno rappresentante, anche se persistono elementi legati alla tradizione del genere: come non pensare, infatti, ai fedeli robot di Isaac Asimov, quando ci s’imbatte in Skulk? Sta proprio qui la forza della scrittura di MacLeod, nel saper sapientemente mescolare tradizione ed innovazione, finzione e verità, distopia e realtà, con una critica di fondo all’oscurantismo religioso che è il leit motiv dell’intero romanzo. Mai le descrizioni del mondo creato dall’autore appesantiscono la lettura ma ne rappresentano, al contrario, cornice necessaria di un romanzo che stuzzica il lettore con uno stile diretto e senza fronzoli che lo tiene inchiodato alla pagina, costringendolo alla riflessione. Un romanzo che gli amanti del genere non possono non leggere.

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