No! Impariamo a dirlo

Dire “No” non è affatto facile, a volte sembra impossibile, a volte rischioso, a volte fa paura. Dire no al capo, al lavoro, potrebbe essere controproducente e avere serie conseguenze. Rispondere no a chi chiede un favore, specialmente se è un familiare o un amico, potrebbe apparire come esplicita dichiarazione di noncuranza o addirittura di egoismo. Una recente ricerca di “Riza Psicosomatica”, riferisce l’autrice di questo saggio, ha rilevato che gli italiani in maggioranza sono portati a rispondere affermativamente a ogni richiesta, anche se questo atteggiamento spesso induce a stati di frustrazione o all’abbassamento dell’autostima. La capacità di dire di sì, prosegue l’Arnaldi, si ritiene connaturata al genere femminile, o almeno così raccontano e raccomandano storia, letteratura, cinema, religione – oltre alla pratica dell’educazione delle bambine. La donna della tradizione, figlia, moglie, madre, deve essere sempre disponibile, fare un passo indietro rispetto all’uomo, non sottrarsi mai ai propri doveri, da compiere preferibilmente in silenzio e con abnegazione. La donna esemplare, quella compiutamente femminile, è la donna che dice sì, modellando se stessa nel modo che la società o la famiglia vuole che sia. Ma, a volte, dire sempre e comunque di sì significa conculcare se stesse, la propria volontà e i proprio desideri...

Questo saggio si propone di essere per le donne un vero e proprio corso di autostima, insegnando loro a ripensare il proprio ruolo e a riconquistare la consapevolezza dei propri diritti, considerando nella vita di ogni giorno, tutte le limitazioni della loro libertà e tutte le eventuali negazioni della loro più autentica essenza. L’obiettivo è quello di aiutare chi legge a esprimere un rifiuto in modo sano, senza ansie, senza aggressività e senza sensi di colpa. A questo scopo la Arnaldi inserisce anche due utili e interessanti interviste a due psicologhe: Elisa Caponetti, che illustra come “Dire no agli altri per dire sì a se stesse” e Marilena Mazzolini che indaga sulle “Mamme che dicono no”. Negare qualcosa ai figli, infatti, può essere molto difficle, per motivi diversi, che vanno dal timore di perdere il loro affetto a quello di essere escluse dal loro mondo, dalla paura di non essere abbastanza adeguate al desiderio di apparire giovani e moderne. Ma assecondare continuamente i figli, sostiene tra l’altro la Mazzolini nella sua intervista, significa impedire loro di imparare a sopportare le frustrazioni e quindi a ripartire, quando qualcosa non va come desiderano. Non favorire la capacità di sopportare la frustrazione richia di favorire nei ragazzi aspetti depressivi. Il saggio, breve e di facile lettura, si rivela dunque, anche per questo aspetto dedicato all’età evolutiva, utile sia per l’aspetto teorico che per la pratica di vita.

 


 

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER