Nobody

Nobody
Ci sono storie che non dovrebbero più essere raccontate e rimanere sepolte per sempre. Ci sono segreti che dovrebbero restare tali. Ci sono aspetti di ciascuno di noi che dovrebbero restare celati a chi ci ama. E ci sono gesti, o assenze di gesti, che hanno conseguenze terribili, destinate ad amplificarsi nel tempo, come i cerchi nell’acqua dopo avervi gettato un sassolino. Ma se a quelle storie, a quei volti e a quei gesti potrebbero essere legati due misteriosi omicidi, allora è veramente difficile che i fantasmi del passato non tornino in vita. Scarborough, deliziosa cittadina costiera dello Yorkshire: a distanza di pochi mesi due omicidi selvaggi hanno sconvolto i tranquilli abitanti di questo ameno angolo di paradiso immerso nella natura e battuto dai venti impetuosi del nord. Identici nelle modalità brutali in cui si sono consumati, si differenziano per l’estrema diversità delle vittime : una giovanissima studentessa, carina e riservata, uccisa mentre tornava a casa dopo aver terminato il suo lavoro di babysitter, e una energica ottantenne gelida e abituata a dire quello che pensa senza alcun timore, ammazzata senza pietà mentre rientrava dopo una cena in cui non aveva esitato a calpestare molti sentimenti, in nome di un suo personale senso di giustizia e verità. Le ricerche della polizia, che procedono senza una pista attendibile e senza trovare un seppur vago movente, portano la giovane ispettrice Valerie Almond ad indagare il passato delle famiglie delle persone coinvolte, per trovare una connessione possibile tra i due omicidi. Ed è così che una vecchia storia dimenticata, soffocata per mezzo secolo sotto coltri di rimorsi dolenti e silenzi colpevoli camuffati da amore, torna ad emergere da strane e-mail, versione moderna di antichi diari, i soli a cui poter affidare antiche colpe per cercare di “guardare in faccia la verità”, finalmente. Ma cosa lega agli omicidi la triste vicenda di Nobody, l’orfano gravemente minorato protagonista di questa vecchia storia di dolorose esistenze, sopravvissuto ai bombardamenti di Londra del 1940 e sfollato per errore con altri bambini nelle campagne inglesi? In quel soprannome “Nobody” “Nessuno”, che la cattiveria innocente (?) dei bambini gli ha affibbiato, c’è tutta la crudeltà del suo terribile destino. Ma può davvero la vendetta superare le barriere del tempo per gridare la sua rabbia dopo cinquant’anni?

In una trama sospesa tra passato e presente nella quale i piani spazio-temporali si avvicendano nei diversi registri psicologici, i due omicidi diventano ben presto un pretesto per indagare il profilo di ciascun personaggio, che appare assai ben delineato. Ma mai il lettore si annoia perché la trama, decisamente ad alto tasso di pathos e suspence, ne tiene ben alto il livello di curiosità, trascinandolo in una spirale di congetture e riflessioni su come il male possa insinuarsi nella vita di ognuno in nome dell’amore. D’altra parte Charlotte Link è maestra negli psycho-thriller, come dimostra il successo che ogni suo libro ottiene in tutta Europa e che la consacra come una delle scrittrici tedesche contemporanee più importanti e versatili. Un romanzo, questo, consigliato anche a chi legge scrittori come Anne Holt, a chi conosce già la Link e che potrà considerarlo certamente tra i suoi migliori, ma anche a chi , in generale, si lascia catturare dalle atmosfere inglesi un po’ rarefatte in cui la nostra si muove completamente a suo agio. A questo proposito, un piacevole particolare non da poco è costituito dall’intrigante grigiore specchiato della bella copertina scelta dall’editore.

 

 

 
 
 
 
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