Noi musulmani europei

Noi musulmani europei
Una raccolta di scritti e discorsi di un intellettuale che da anni è impegnato nel difficile ruolo di mediatore tra il mondo islamico e quello occidentale. Sei capitoli nei quali le parole di Tariq Ramadan, professore di Islamologia presso l’università di Oxford, cercano di sviluppare, e chiarire, tutte le tematiche – a volte scottanti, a volte profonde - che ruotano intorno all’integrazione ed al dialogo interreligioso: “I musulmani europei hanno a che fare con nuove domande a cui devono trovare nuove risposte. E’ una rivoluzione silenziosa” (L’Europa e i suoi musulmani: verso la costruzione di un futuro comune); “Occorre esigere dagli intellettuali e dai giornalisti che facciano un reale sforzo di decentralizzazione rispetto al loro universo di riferimento e che approdino alle dinamiche islamiche a partire dalle loro proprie terminologie, categorie ed intelligenze” (Un universo di complessità); “Si tratta quindi di sposare finalmente la Fede e la Ragione. Andare verso Dio è innanzitutto ritornare verso di sé, è andare a cercare la scintilla interiore” (Quale Umanesimo per l’Islam?); “La Shari’a significa come essere e restare musulmano, è la via della fedeltà della fede viva, della responsabilità, della giustizia, dell’equità, del rispetto e della libertà” (Comprendere e costruire); “Appartiene agli intellettuali musulmani, dall’interno, il fatto di rileggere i testi proponendo degli approcci in linea con la nostra epoca” (L’Islam, il tempo della Riforma); “Che cos’è questo mondo? Una promessa di vita? Un inferno, ormai, che non dice il suo nome?” (Cos’è questo mondo?)…
Tariq Ramadan - di religione musulmana, di cultura europea e di nazionalità svizzera – si è scelto un ruolo davvero “rivoluzionario” e delicato: in epoca di beceri fondamentalismi e cieco odio razziale, con la sua voce l’intellettuale tenta di ricucire fratture che durano da secoli e che affondano radici nella Storia e lo fa giocando la carta della comprensione e del dialogo. L’Islam è una religione complessa e ricca di sfumature che Ramadan presenta in modo semplice, diretto e in totale assenza di livore o preconcetti, anche se da più parti questo suo atteggiamento è stato giudicato solo in apparenza aperto e conciliante. Qualcuno, infatti, accuserebbe l’intellettuale musulmano di una sorta di sdoppiamento culturale, di adoperare, cioè, le sue frasi concilianti solamente ad uso e consumo degli occidentali. Nonostante le critiche, però, le parole di Ramadan ci fanno comunque riflettere e ci spalancano gli occhi su una realtà che spesso ci sembra più giusto liquidare con la solita sequela di luoghi comuni. Comunque lo si voglia vedere questo avvicinamento rappresenta un prezioso punto di partenza per un costruttivo riconoscimento reciproco, perché, come dice lo stesso Ramadan: “Il primo segno di rispetto nei confronti degli altri è di riconoscergli la stessa complessità della nostra”. Touché…

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