Non è colpa del karma

Non è colpa del karma
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Sara, alla vigilia della maturità, scopre che Aaron, un musicista suo compagno di istituto, le piace proprio tanto. Lui suona nel gruppo “Gli Umili” e quando si iscrive in una apposita lista, chiedendo di poter prendere parte alla recita di fine anno per occuparsi della parte musicale della rappresentazione, lei d’impulso fa lo stesso. Certo non ha velleità artistiche di alcun genere, non sa recitare né suonare e non ha voglia di farlo sapere a tutti, ma può occuparsi della scenografia e dei costumi. Alle prove non lo incontra così spesso come aveva sperato, anche perché Aaron viene convocato soltanto quando gli attori hanno già provato la scena più e più volte. Sara così decide un colpo a sorpresa: la fantasia certo non le manca, ma soprattutto ha avuto una grande maestra, sua nonna, che nel suo negozio/laboratorio creava cappellini che lasciavano senza fiato, usando piume di ogni foggia, misura e colore. Ed è proprio “l’effetto piume” che Sara si gioca come un jolly per attirare l’attenzione di Aaron, soprattutto perché, fortunatamente, anche il professore di Lettere, regista di quella rappresentazione di Sogno di una notte di mezza estate, apprezza quell’idea e si immagina già la magia che sarà in grado di provocare sul palcoscenico. In pratica, secondo l’idea di Sara, si sarebbero scatenati tutti gli attori in una epica battaglia coi cuscini, fino a coprire tutto il palcoscenico di piume svolazzanti, dalle quali sarebbero usciti, o meglio emersi, gli attori con costumi bellissimi. Con l’aiuto delle luci, poi, l’effetto magico sarebbe stato inevitabile...

Leggero, piacevole: gli ingredienti ci sono tutti per una lettura col sorriso sulle labbra, totalmente immersi nelle avventure di Sara. C’è l’amore, ci sono le sorprese… c’è anche un’abbondante dose di sfiga. E il titolo del romanzo, considerate le “convergenze astrali” non è del tutto veritiero: o forse la protagonista non è stata sempre in grado di governarlo, il suo karma, a volte proprio dispettoso e sempre pronto a “colpire” nel modo più curioso e impensabile. Il susseguirsi degli eventi è continuo, senza un attimo per riprendere fiato, dalle stelle a... “sotto il manto stradale”, perché la vita di Sara è così, divisa tra attimi esaltanti e subito dopo crolli morali, fisici e professionali, spesso davvero inimmaginabili. Certo l’autrice non si è risparmiata nemmeno un briciolo di fantasia, mettendo in campo di tutto. Sarà per questo motivo che il romanzo è diventato un caso editoriale, vendendo in Spagna 250.000copie e solo con il passaparola! E per la protagonista, dove non arriva il karma, ci pensano i pensieri, che non è un gioco di parole, ma quel ragionare fitto fitto sulle cose che va oltre, quel cercare indizi o forse quel trasformare gli indizi in realtà davvero strane. La mente è in grado di produrre soluzioni che appaiono migliori di ciò che in realtà c’è in ballo: ad esempio, meglio un fidanzato con una certa propensione verso gli altri ragazzi, soprattutto se alti, grossi e un po’ vichinghi, come lo svedese Eric, piuttosto che cinque anni in Cina, per partecipare a un importante progetto per la sua carriera. E poi c’è sempre Aaron.



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