Non è un paese per vecchi

Non è un paese per vecchi
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1980. Un vicesceriffo ferma uno strano tipo che in automobile trasporta una pistola da mattatoio collegata con un tubo a una bombola d’ossigeno, o qualcosa del genere. Mentre fa rapporto allo sceriffo al telefono compie il fatale errore di dare le spalle ad Anton Chigurh - questo è lo strano nome dello strano tipo - che con un movimento fluido porta le braccia ammanettate dalla schiena al petto e poi strangola e sgozza l’ufficiale. Sulla statale Chigurh con altrettanto sangue freddo ferma un passante, lo uccide con la sua pistola da mattatoio e gli ruba l’automobile, dileguandosi. Intanto Llewelyn Moss, un saldatore veterano del Vietnam, è a caccia di antilopi nel deserto quando si imbatte in tre veicoli circondati da cadaveri. Si avvicina guardingo. Le lamiere dei tre pick up sono crivellate di proiettili, i vetri sono sfondati e le gomme a terra. Corpi ovunque, ronzio di mosche, sangue rappreso sulla sabbia e sui sassi. Seduto al volante di uno dei veicoli c’è un uomo gravemente ferito, ma vivo. Gli chiede acqua rantolando, ma Moss non ne ha. Perché questi uomini sono stati massacrati così? Da chi? Il cacciatore nota tracce di sangue che si allontanano nel deserto e le segue con prudenza. Lo portano a un altro cadavere, accasciato accanto a una roccia. Tra i piedi tiene una pesante borsa di cuoio. Moss la apre. È piena di soldi. Dentro ci sono più di 2 milioni di dollari…

Il titolo di questo romanzo - da cui è stato tratto anni fa un film da Oscar - deriva dal verso con cui si apre il poema Sailing to Byzantium di William Butler Yeats e trova il suo senso in una sorta di mood tradizionalista a metà tra rabbia e rimpianto (una roba da anziani, appunto, e sia detto senza alcun intento polemico o satirico) che viaggia sottotraccia lungo tutto il romanzo e si esplica - oltre che nel titolo “programmatico” - nella figura dello sceriffo di provincia (retoricamente o, se si vuole, romanticamente old style e ostinatamente nostalgico) e nelle recriminazioni “politiche” messe in bocca a questo o quel personaggio. Il perno attorno a cui ruota il plot noir è il tema della moralità: profondamente sentita, erroneamente percepita, selvaggiamente calpestata a seconda dei protagonisti, disposti idealmente lungo un gradiente che va dal “tutto buono” sceriffo Bell al contraddittorio Llewelyn Moss per arrivare al “tutto cattivo” sicario Chigurh. Il Texas del 1980 dipinto (e la scelta del verbo non è casuale) da McCarthy è fatto di paesaggi desolati e struggenti, highways e motel, pick up e armi da fuoco. Non un paese per vecchi. O forse invece sì.



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