Non abbiate paura

Non abbiate paura

Allan è seduto nell’auditorium di una scuola secondaria in attesa che si alzi il sipario sul talento interpretativo del suo figlioccio, che recita nel ruolo del Secondo Avventore in Sweeney Todd. L’autore è atterrito dal vuoto che si è creato dopo aver inviato all’editore il ponderoso romanzo sulla Guerra Civile che ha occupato sette anni della sua vita, prendendogli il doppio del tempo che la guerra stessa è durata, è come attanagliato dalla paura di non riuscire mai più a trovare una storia interessante da raccontare. Emma Jenkins, la madre divorziata del ragazzo, è la sua migliore amica e gli siede accanto sorniona, è come se sapesse qualcosa che lui non sa. Man mano che la sala si affolla, che i vapori della pioggia esterna esalano dagli impermeabili cerati, una coppia stupenda gli si siede accanto: sono la coppia più luminosa, intensa e felice che Allan abbia visto “fuori da New York” e si scopre incuriosito e smanioso di indagare le loro vite, ricostruire gli eventi che, immagina, li hanno tenuti separati a lungo prima di riunirli in questa aura di comunione perfetta che esclude tutto e tutti…

Emma, Google e l’indispensabile dose di immaginazione che distingue un narratore di talento da un mero cronista sono gli ingredienti grazie ai quali Gurganus ci regala da questo punto in avanti un’architettura perfetta, una trama che è un piccolo capolavoro: un incidente che stronca un’amicizia e una vita, una gravidanza adolescenziale, vite sospese i cui fili si riconnettono grazia alla magia di internet. Nella vita di Susan, detta Fear Not (Non abbiate paura) a causa di un incidente di recitazione, i piccoli incidenti hanno pesato quanto le grandi tragedie, il suo dono di “prevedere” alcune catastrofi non è bastato a risparmiarle alcun dramma, ma nulla viene tralasciato dallo scandaglio talentuoso di Gurganus, che, reduce dalle immani fatiche de L’ultima vedova sudista vuota il sacco, si lascia affascinare da una storia e prendere dalla curiosità di indagarne le pieghe, ma, soprattutto dalla malìa del raccontare e si rinnova il legame unico nel suo genere tra l’autore e il suo lettore a partire da Santo mostro.



 

 

 

 
 
 
 

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