Non adesso, per favore

Non adesso, per favore

Annalisa incontra Vittorio per la prima volta a Roma, in un locale radical chic a metà tra un bistrò e un alimentari di qualità. Lei lavora per una piccolissima casa editrice con la quale è riuscita a pubblicare persino un libro, lui invece è uno scrittore affermato, colto e tremendamente affascinante. Una trentina gli anni di lei, una cinquantina quelli di lui. In quel locale a metà tra il bistrò e l’alimentari di qualità Annalisa si alza e chiede un autografo a quell’artista che considera formidabile. Si rivedono pochi giorni dopo in una libreria in cui Vittorio sta presentando il suo ultimo libro, e finiscono a letto insieme. La loro storia comincia così: sarà una storia di sesso appassionato, grandi chiacchierate e poche uscite. Fino a quando Annalisa si scopre innamorata di Vittorio e glielo dice una sera che stanno andando a cena a casa di amici. Poi se ne torna per un fine settimana a L’Aquila dai genitori. Vittorio la raggiunge, le dice che ha bisogno di stare un po’ da solo, di ritrovare la sua solitudine. E poi riparte per Roma. È la sera del 5 aprile 2009. Nella notte – alle 3:32, per essere precisi – la terra sotto alla cittadina abruzzese dà uno strappo così violento da finire su tutti giornali...

Il terremoto de L’Aquila finisce in un romanzo. E ci finisce come evento principale di tutta la trama, come “deus ex machina” che cambia le carte in tavola e che, se propriamente non risolve la situazione, quanto meno dà una svolta allo stallo che la attanaglia. Con le catastrofi naturali non si scherza, lo sappiamo tutti e lo sa bene soprattutto Annalisa De Simone, aquilana di nascita, romana d’adozione, al suo secondo romanzo. In Non adesso per favore il terremoto è un macigno pesante che più pesante non si può, un moloch che semina dolore e disperazione, che distrugge. E la protagonista ci finisce dentro in pieno, in un momento davvero buio della sua esistenza: Vittorio l’ha appena abbandonata e lei è costretta a convivere con madre, padre e nonna in un minuscolo appartamento nel quale la sua famiglia si è rifugiata dopo la catastrofe. Una convivenza dura, aspra e difficile, che diventa ogni giorno sempre più soffocante. Annalisa – la nostra autrice, non quella del romanzo – racconta in modo violento e doloroso, privo di attenuanti e di giri di parole; Annalisa – quella del romanzo, non la nostra autrice – soffre in modo violento e doloroso, privo di attenuanti e di giri di parole. Una storia diversa e introspettiva. E un finale a sorpresa che lascerà tutti a bocca aperta.

LEGGI L’INTERVISTA A ANNALISA DE SIMONE


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