Non avrai altro Dio all’infuori di me

Non avrai altro Dio all’infuori di me
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All’interno delle mura vaticane, là dove i turisti non possono accedere, ad uso del pontefice e di pochi privilegiati c’è un parco enorme. Serve a ricomporre l’armonia con la natura, a trovare pace. Un pomeriggio di giugno, fra quel verde in cui arrivano i raggi del sole che tramonta, il Pontefice e il cardinale Vitale stanno chiacchierando e passeggiando, qualche passo dietro di loro il camerlengo cardinale Baronesi. È proprio uno di quei raggi obliqui a colpire l’anello del cardinal Vitale mentre con la mano giocherella con la collana a cui è appesa la croce. Il camerlengo nota che l’anello pastorale indossato dal cardinale non ha le insegne del Papa, non è l’anello giusto insomma. Quella stessa notte, insonne e ancora sconvolto per i significati reconditi di quello che ha visto, mentre è in preghiera nella cappella della Santissima Trinità, il camerlengo è avvicinato dal Capitano delle guardie svizzere, che gli comunica che il Santo Padre lo vuole vedere subito. È successa una cosa gravissima, una follia, quasi un’eresia: il cardinal Vitale si è tolto la vita. Cinque anni prima, una giovane bostoniana, Elly Miller, decide di abbandonare per sempre il futuro che la famiglia ha previsto e sognato per lei in uno Studio legale e di dedicarsi invece a Dio anima e corpo, prendendo i voti e diventando suora dell’ordine delle Canossiane. Per seguire la sua vocazione Elly decide di trasferirsi a Roma. Negli stessi giorni in cui in Vaticano accade quanto sopra descritto, ad Elly cominciano ad accadere cose stranissime che la portano a pensare che il Maligno sia ben più vicino di quanto si creda…

Un thriller-horror giocato tra un inquietante presente e un oscuro passato, tre storie che si intrecciano per arrivare ad un finale che le conclude tutte. L’avvio del romanzo nei giardini vaticani è avvincente e molto promettente, peccato però la storia perda quasi subito l’appeal iniziale. Parlare di demoni e soprattutto di Diavolo ‒ forse insieme all’inventarsi una trama gialla credibile ‒, è probabilmente una delle sfide più difficili per uno scrittore, troppo facile cadere nel tranello narrativo del “tanto tutto è possibile”. Giusy Amoruso come tanti prima di lei questa sfida la perde: troppi i particolari sfuggiti all’attenzione dell’autrice (o peggio consapevolmente trascurati) che rendono inverosimili e al limite del ridicolo alcune scene ‒ attenzione, scene che si svolgono nella realtà e non nel regno della fantasia. Ma al di là della trama, che comunque può piacere agli appassionati del genere, il problema è nel linguaggio: pomposo, maldestramente “anticato” anche dove non necessario, con la presenza di errori anche gravi di grammatica. Verbi utilizzati con significati sbagliati, preposizioni usate erroneamente, sviste pacchiane e numerosi esempi di quelli che spero siano soltanto refusi. Insomma un ebook da leggere solo se amici dell’autrice, o appassionati – ma davvero molto, fino al limite dell’acriticità – del genere “vaticano”. Ultima ma non ultima pecca l’impaginazione, con un’interlinea troppo esigua che rende difficoltosa la lettura, salvo nell’ultimo paragrafo di ogni capitolo.



 

 

 

 
 
 
 

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