Non chiamarmi zingaro

Non chiamarmi zingaro
Tutto cominciò con il trasporto di un pianoforte per uno spettacolo teatrale. Anzi, con il mancato trasporto, dato che il camionista era Dragan, un rom, e la ditta che prestava gratuitamente lo strumento musicale non si era fidata a lasciarlo nelle sue mani. Inizia qui il lungo viaggio di Pino Petruzzelli, autore teatrale, tra i rom e i sinti d'Italia e d'Europa. Per conoscere le loro radici e le loro storie, ascoltando direttamente le voci di un popolo che è stato perseguitato duramente nel corso dei secoli perché portatore di una cultura 'diversa'. Sono racconti d'amore, come la vicenda dei due giovani innamorati che scappano dal campo perché la famiglie non vogliono la loro unione. Racconti di morte, come il caso assurdo dei bambini morti bruciati sotto i ponti di Livorno. Di determinazione a emergere, come la storia della prima maestra rom di Albania. E ancora, racconti di feste speciali come quella di Sara la Nera a Saintes Maries de la Mer, in Camargue, dove ogni anno i rom e i sinti d'Europa si riuniscono per festeggiare la loro patrona. Ma soprattutto storie nelle quali emerge a più riprese la parola libertà, come necessità di vita in armonia con la natura...
Il popolo nomade dei rom e dei sinti è forse l'unico che non ha mai avuto tendenze belliciste ma che, allo stesso tempo, è stato tragicamente coinvolto nel piano di annientamento nazista delle razze considerate "impure". Il libro si chiude, infatti, con una lunga parentesi dedicata ai campi di concentramento in cui furono assassinati mezzo milione di rom e sinti. Un'altra storia questa, caduta nell'oblio, o forse soltanto deliberatamente accantonata, perché, in fondo, riesce più facile per le autorità considerare questo sterminio come una vasta operazione di 'prevenzione dalla criminalità'. Il libro di Petruzzelli è bellissimo, non ci sono mezze parole per definirlo. E in questi sciagurati tempi di impronte digitali e classi differenziate, purtroppo, costituisce un caso unico di testimonianza a favore del rispetto della diversità e dei diritti delle persone.

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