Non fate come me

Non fate come me

Una vita a non avere alcun rispetto di sé stesso, medaglia d’oro per la disistima, canaglia anaffettiva, prova a mostrarsi buono con gli altri solo per ripulirsi la coscienza. Queste sono le accuse che Ruben si sente snocciolare una dopo l’altra, mentre se ne sta sprofondato in una delle migliaia di buche in una strada piena di buche al Pigneto di Roma. Il suo appartamentino piccolo trasandato e sporco rispecchia alla grande la sua personalità, gli sbraita contro Francesca, che è stata la sua donna negli ultimi quindici mesi. Calato in una buca di diametro di circa ottanta centimetri e colorazione cangiante, Francesca pare sovrastarlo di qualche centimetro anche se normalmente è più bassa. Massacrato dai genitori, sfruttato dalla sorella, vessato dal capo, non sarà che questa stronza della sua ex alla fine ha ragione? Francesca finisce di sfogarsi e si allontana con passo svelto, Ruben rimane inebetito e rimugina su quello che gli è appena piovuto addosso. Si avvia sul marciapiede, a poca distanza da lui una ragazza biondissima che ha l’aria di essere anche incredibilmente bella, i capelli “grunge” ma non riesce a vederle il viso, le mani smanettano sul cellulare mentre alle orecchie ha delle cuffiette e ascolta una canzone, Lover, you should’ve come over di Jeff Buckley; il volume è così alto che la sente persino lui. Proprio a causa di quella canzone la ragazza non sente il sopraggiungere di un fuoristrada nero e viene investita mentre attraversa sulle strisce pedonali, Ruben vorrebbe fare qualcosa ma non ci riesce, è come paralizzato…/

Massimiliano Bruno è un uomo noto non tanto agli appassionati di libri ma piuttosto a chi frequenta il mondo dello spettacolo e del cinema. Brillante sceneggiatore con all’attivo sodalizi importanti soprattutto con il regista Fausto Brizzi (Notte prima degli esami, Ex e Maschi contro femmine), dal 2011 si è cimentato con la regia di cinque lungometraggi, su tutti Nessuno mi può giudicare, Viva l’Italia e Beata ignoranza, che hanno visto la partecipazione di attori di calibro quali Paola Cortellesi, Michele Placido, Marco Giallini e Alessandro Gassmann. Come attore ha dato il meglio di sé in spettacoli teatrali, in un ruolo di secondo piano nella fiction L’ispettore Coliandro ma in particolare nei panni di Nando Martellone nella serie cult Boris. Forse vedere qualche sua opera su pellicola può essere interessante come introduzione per comprendere a fondo il personaggio Bruno e la poetica che riversa in Non fate come me, suo romanzo d’esordio. Si tratta della storia di un uomo maturo che confessa in un soliloquio godibilissimo tutta la sua vita recente, fatta di dubbi insicurezze e patemi d’animo, di un lavoro che ama ma in mezzo a persone che non lo fanno sentire valorizzato e realizzato, di una vita sentimentale eternamente incompiuta e del trauma di aver assistito a quell’incidente che è forse l’episodio che scatena un percorso di autoanalisi, di messa in discussione di tutto. Una commedia a tinte fosche, la potremmo definire, che sotto un superstrato ridanciano cela spunti decisamente interessanti, come del resto facevano i lavori di Massimiliano Bruno per il grande schermo.



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