Non leggete i libri, fateveli raccontare

Non leggete i libri, fateveli raccontare
Vi siete sempre chiesti quali siano i passi più adatti per una scalata all’insegna del successo nell’ambiente culturale, editoriale e giornalistico? Ecco un breviario che in sei rapide e semplici lezioni spazzerà via ogni dubbio sui segreti della professione. Innanzitutto è bene che scegliate un’università piuttosto anonima e di provincia: possibilmente frequentate facoltà moderne evitando sia quelle tecniche che quelle di stampo prettamente umanistico. Cambiate poi percorso di studi almeno un paio di volte e durante gli anni universitari cercate di bazzicare di rado le lezioni, evitate di leggere libri e fateveli raccontare; non dimenticate poi di farvi amico qualche docente che scriva su testate 'di paese' e che, all’occorrenza, si ricordi di voi per qualche collaborazione - rigorosamente non retribuita. Fondamentale: cercate di non specializzarvi in nulla né tantomeno laurearvi. Se avrete seguito in modo proficuo queste prime lezioni, ora sarete pronti per proseguire: trovatevi una compagna con una decina di anni in più di voi che abbia avuto amanti nell’ambito culturale, cercate di carpire le preferenze sessuali dei vostri predecessori e, perché no, usate le stesse per ricattare gli interessati. Una volta entrati in una qualsiasi redazione evitate di socializzare con i colleghi, cercate di farne fuori uno all’anno marcando stretto il Neopadrone. Ah, e non dimenticatevi delle segretarie…
Pubblicato in sei puntate sulle pagine del settimanale ABC - famoso per aver ospitato caste immagini di nudi in bianco e nero e interventi intellettuali un po’ sbarazzini su tematiche di solito snobbate dal mainstream - Non leggete i libri, fateveli raccontare di Luciano Bianciardi viene ora riproposto dal figlio Ettore per trovare spazio nella collana Eretica diretta dall’amico Marcello Baraghini. Verrebbe da chiedersi cos’è cambiato dal 1967 - anno della prima pubblicazione - ad oggi: beh poco o nulla. In modo sconcertante tutti i meccanismi di chiusura e preservazione della specie intellettuale che decretarono il licenziamento di Luciano dalla sede della storica Feltrinelli, che lo resero uno dei traduttori più prolifici dell’epoca - poiché pagato a cottimo e bisognoso di soldi - e che lo spinsero a rifiutare le pagine del Corriere per intraprendere le vie dell’alcol, rimangono tuttora attivi. Trappole e trabocchetti che il campione di ironia grossetano conosceva fin troppo bene: ed eccolo allora da allievo farsi maestro, per salvaguardare quei giovani del ceto medio magari non troppo dotati di ingegno, ma che fremono per entrare a far parte dell’elite culturale e rimanervi…

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