Non vorrei però ti amo

Non vorrei però ti amo
Oggi per Mia è una giornata importante: ha ottenuto un periodo di stage presso Boomerang – un conosciutissimo sito per incontri – che potrà finalmente farle spiccare il volo nel mondo della cinematografia. Sì, perché quello che realmente le interessa non è il posto di lavoro in sé, ma le porte che quel colosso della comunicazione le può aprire. Ottime premesse per un futuro ricco di successi. Peccato che si sia appena svegliata nel letto di uno sconosciuto, nuda e con un’unica domanda che le frulla per la testa: “Oh no, dove sono le mie mutande?”. Non che si penta della notte appena trascorsa – anche se in realtà i fumi dell’alcol bevuto la sera prima annebbiano ancora i ricordi e le sole immagini che riesce a richiamare alla mente sono le spalle larghe di un ragazzo ed i suoi modi gentili – e non che non sia grata per quel piccolo miracolo: finalmente una notte di sesso, dopo un bel po’ di astinenza forzata, con un ragazzo che adesso a ben vedere non è per niente male. Ma cavolo! Non può certo farsi scappare l’occasione di un posto da Boomerang, solo perché non riesce più a ricordare dove si è cacciata la sua biancheria intima!

Scritto a quattro mani e firmato con uno pseudonimo dietro al quale si celano – ma neanche troppo – le due autrici Veronica Rossi (nota per il successo statunitense della serie Never Sky) e Lorin Oberwerger (editor e ghost writer), Non vorrei però ti amo segue fedelmente i canoni della commedia romantica e risponde alle aspettative degli amanti del genere: ci sono l’attrazione fisica (che non scade mai in scene di sesso esplicito), l’amore, le difficoltà che i due protagonisti devono affrontare per superare lo stage (di cui entrambi si scoprono vincitori, nonostante poi il contratto di lavoro effettivo sarà uno solo), l’antagonista che rischia di turbare il già instabile equilibrio (qui rappresentato da una vecchia conoscenza di Ethan) e non ultima la regola ferrea dell’azienda che prevede “niente sesso tra i dipendenti”. Narrata in POV e con uno stile semplice ma divertente ‒ ed anzi a tratti realmente comico ‒ la storia di Mia ed Ethan si legge nel giro di poche ore, magari sotto l’ombrellone e con una bella bibita ghiacciata a portata di mano. Unica pecca il plot troppo poco articolato per il genere e la narrazione che a volte appare lenta mancando di colpi di scena particolari. Ci riserviamo di leggere il sequel di quella che è una trilogia annunciata per esprimere un giudizio definitivo.

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