Nora Webster

Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Fine anni Sessanta. Il marito di Nora, Maurice, è morto da poco e la donna ora vive nella casa della piccola cittadina di Enniscorthy, in Irlanda, con due dei suoi quattro figli: il cupo e balbuziente tredicenne Donal e suo fratello minore Conor. Le due femmine invece sono fuori: Fiona sta facendo il tirocinio come insegnante a Dublino e Aine, la maggiore, frequenta un corso universitario a Bunclody. Nora è una donna che lavora, ma i soldi ovviamente – in attesa che le arrivi la parte di pensione di Maurice che le spetta come vedova – ora non bastano mai. In un primo momento aveva pensato di vendere l’automobile subito dopo la scadenza del bollo, a Natale, ma ora ha preso un’altra decisione: venderà la casa al mare di Cush, anche se è legata a tanti ricordi di vacanze felici. Così, un sabato di ottobre la donna senza dire niente a nessuno prende la sua Austin A40 e – per la prima volta da sola – si reca a Cush, parcheggia davanti casa e richiude il cancello per non far sapere che è lì. La sorprendono “la durezza della sua decisione” e quanto è stato facile voltare le spalle a ciò che ha amato, ma alla fine si arrende al rimpianto, il passato è passato e non torna più. Venderà la casa a Jack Lacey, il figlio di una sua vicina a Enniscorthy, quello che vive a Birmingham: la madre le ha fatto capire che è interessato quando l’è venuta a trovare per farle le condoglianze. In quel momento le era parsa una indelicatezza, ma ora no. Piove forte e lei si aggira per la malandata casa delle vacanze cercando cose da portare via: solo foto e libri, nient’altro, i mobili non valgono niente. Qualcuno bussa alla porta, Nora è sorpresa: è Mrs Darcy, la vicina che si occupa della casa in inverno: la invita a prendere un tè a casa sua, le serve scones con il burro, le parla della prossima estate e dei lavoretti da fare in casa e Nora non ha cuore di dirle che sta vendendo la casa. Mentre guida, sulla strada per il ritorno, riflette sulla cifra da chiedere a Lacey: con i soldi della casa pagherà la lapide in marmo nero di Maurice e il noleggio di una roulotte a Curracloe per un paio di settimane, se i ragazzi saranno d’accordo a fare le vacanze così…

C’è molto di Colm Tóibín in questo libro. Ha iniziato a lavorare a Nora Webster nel 2000, ma si è reso conto sin da subito che quel viaggio nella sua stessa memoria sarebbe stato meno facile del previsto. Il romanzo è infatti ambientato a Enniscorthy, la piccola cittadina del sud-est dell’Irlanda in cui è nato e cresciuto lo stesso Tóibín e il marito della protagonista, Maurice, muore nello stesso anno in cui è morto il padre dello scrittore: “Ci viene sempre detto che la memoria gioca brutti scherzi, ci inganna, è piena di ombre e di incertezze. Il problema per me scrivendo era che il ricordo degli anni che ho passato in quella piccola casa di Enniscorthy con mia madre appena rimasta vedova e il mio fratellino più piccolo mi pareva esatto, limpido, stabile. E questo paradossalmente ha rappresentato un ostacolo, durante la scrittura. La notte pensavo a delle scene e la mattina le scartavo”, ha raccontato Tóibín. Gli anni intanto passavano e il romanzo sembrava “bloccato”. Lo scrittore irlandese nel frattempo sfornava altri libri di successo: The Master (con protagonista Henry James), Brooklyn, Il testamento di Maria, Madri e figli, La famiglia vuota. La svolta è arrivata da un particolare apparentemente insignificante, e comunque, inesorabilmente, dalla memoria. Leggendo I Buddenbrook di Thomas Mann Colm Tóibín ha trovato un accenno all’ascolto della musica per elaborare il lutto e gli è di colpo tornato alla mente come sua madre – che di certo soldi ne aveva pochissimi – si fosse comprata un piccolo giradischi e alcuni dischi di musica classica che ascoltava continuamente, soprattutto il Trio dell’Arciduca di Beethoven eseguito da Jacqueline du Pré, Daniel Barenboim e Pinchas Zukerman. Ha subito acquistato il CD e ha iniziato ad ascoltarlo mentre scriveva, nella sua casa di Wexford, vicino al mare. E il romanzo si è sbloccato, eccola finalmente la storia semplice e potente di questa donna che ha perso il marito e deve affrontare il dolore e i problemi pratici gestendo quattro figli ognuno con una diversa elaborazione del lutto, ognuno con le sue ombre interiori. Una famiglia che lentamente gira pagina, si affranca dal peso della memoria e della perdita, finché il marito e padre scomparso non diventa che un’ombra affettuosa. Sullo sfondo di questa vicenda umanissima raccontata con uno stile lineare e trasparente come l’acqua, che non cade mai nella trappola del melodramma, la storia politica dell’Irlanda, con la nascita della Provisional IRA nel 1969 e lo scoppio dei “Troubles”. Intenso



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER