Normal

Normal

So molte cose di Sarah. Ha diciotto anni e si è diplomata con il massimo dei voti. A settembre inizierà a frequentare la facoltà di Psicologia e le piace molto disegnare e giocare a pallavolo. Colleziona graziosi orsacchiotti e fa la volontaria in un canile; legge fantasy e frequenta un certo Paul. La sua camera ha le pareti tinte di lilla ed è molto disordinata con i suoi sessantasette peluche sparsi ovunque. Questa mattina Sarah ha passato una mezzoretta in bagno e cinque minuti a lavarsi i denti: non ha carie né otturazioni ma lo smalto è rovinato perché si spazzola troppo energicamente per nascondere le macchie di nicotina. In casa non ha posacenere ed è solita nascondere sigarette e accendino in un paio di collant. Domani sarà il suo compleanno e ha già ricevuto dei biglietti d’auguri che ha lasciato sulla mensola del caminetto in soggiorno. Ha la cattiva abitudine di lasciare il televisore acceso anche quando non lo guarda e ho anche scoperto che si depila l’inguine con le pinzette, che le piace vestirsi di verde e che sogna di andare in Australia. Ma soprattutto, di Sarah, so che il suo ultimo pasto è stato un piatto di lasagne; che è morta per la rottura dell’aorta e che la sua lingua sa di zucchero e cannella. Vivo in Inghilterra e ho una bella casa, con un bel giardino e un garage sotto al quale ho costruito una stanza segreta nella quale tengo le mie ospiti. Conduco un’esistenza semplice e sono una persona cordiale. Se non fosse che mi piace sequestrare e uccidere le ragazze e che mi piace fare del male alla gente, sarei un persona normale. Ma so che qualcosa sta per cambiare. Soprattutto da quando ho rapito Erica, conosciuto Rachel e la polizia si è messa sulle mie tracce…

Folle, deviante, alienante, claustrofobico: Normal, romanzo d’esordio dello scrittore inglese Graeme Cameron, è uno psico-thriller scritto totalmente in prima persona che narra le gesta di un uomo apparente normale, che conduce un’esistenza ordinaria, che sorride al prossimo e non si arrabbia mai, salvo poi segregare e uccidere giovani ragazze. Non conosciamo mai il nome del protagonista ed è una scelta narrativa vincente: il male non ha nome, non ha fattezze e può declinarsi in tutti i modi possibili. Il protagonista è un mostro, e questo basta a scaraventare il lettore nella mente di un serial killer spietato, di uno psicopatico che ha costruito una gabbia nella quale tiene le sue vittime. Un assassino che «sia uno, nessuno e centomila», afferma l’autore nell’intervista in appendice al romanzo, «uno a cui una cameriera ha servito il caffè la mattina, o che si è seduto accanto a un pendolare in treno o ti ha sfiorato fermandosi accanto a te al supermercato mentre stavi scegliendo una vaschetta di gelato». Sta qui la chiave di lettura di Normal , la sua forza e la sua originalità: nel non descrivere il protagonista, spingendo il lettore a costruirsi la propria immagine; nel confonderlo nella massa e camuffarlo con un aspetto ordinario; nello spersonizzarlo e svuotarlo di forma e contenuto. Poi, però, succede qualcosa. Una luce, uno scampolo di redenzione e questo personaggio si trasforma. Non prova rimorso perché non può ma capisce che la sua esistenza può cambiare, che la sua è una normalità deviata, malata. Nel raccontarci ciò, Cameron fa uso di una scrittura magnetica, che non rinuncia ad immagini estremamente cruente e al contempo condita da dosi massicce di humour nero. Fino ad un finale sorprendente che fa di Normal uno degli esordi più convincenti degli ultimi tempi. Tutt’altro che normale.



 

 

 

 
 
 
 

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