Notte di sangue a Coyote Crossing

Notte di sangue a Coyote Crossing
Toby Sawyer fa l’aiuto sceriffo a Coyote Crossing, un paese sperduto dell’Oklahoma, nel bel mezzo del far west americano. Una mattina si ritrova davanti al suo primo cadavere: Luke Jordan, un poco di buono che viaggiava bardato con stivali di finta pelle e non aspettava altro che infilarsi nella prossima rissa, dopo essere stato licenziato pure dall’esercito. Il capo della polizia Frank Krueger gli assegna un compito facile: sorvegliare il cadavere del redneck, imparentato con un clan di sudamericani. Chi ha ucciso il delinquente? Qualcuno dice che c’è di mezzo una ragazza messicana, ma dopo qualche ora di guardia il venticinquenne con la stellina a tempo determinato si stanca di aspettare al sole e va a fare una capatina da Molly, la sorella di sua moglie Doris e non resiste all’ennesima sveltina che la ragazza dai numerosi piercing è lieta di concedergli. Dopo la classica sigaretta, Toby ritorna sul luogo del delitto e il cadavere è scomparso. Da lì in poi inizieranno i guai. Doris è sempre più stanca del suo lavoro da cameriera e non ce la fa più a vivere in una roulotte con il neonato Toby Jr., così Sawyer, dopo l’ennesimo litigio monta in macchina e va a fare un giro, ma sembra che allo specchietto si siano incollati due fanali...
Duecento pagine che scorrono come piombo fuso. Un personaggio che a mano a mano che passano le ore (la vicenda si svolge tutta nell’arco di una lunghissima nottata) guadagna l’affetto del lettore per la sua doppia vita di padre e di tutore della legge in erba. Un ragazzo che si trova in mezzo ad una girandola di intrighi e di personaggi senza scrupoli deve decidere cosa fare per salvare la pelle. Non ha tempo di decidere, non può starsene a cincischiare davanti alle burocrazie del comando di polizia, decide così di agire d’istinto e di farsi giustizia da solo. La svolta lo farà entrare a contatto con la morte, con inseguimenti e sparatorie degne del miglior Tarantino o - per restare nell’ambito letterario - di Don Winslow e Joe R. Lansdale. Ma oltre ad omaggiare i classici del western noir contemporaneo, il libro risulta essere un romanzo di formazione inconsueto, che non si trastulla con filosofie o massimi sistemi, bensì traduce le idee in una trama serratissima, con colpi di scena inaspettati e dialoghi che testimoniano l’esperienza scenografica dell’autore (che tra le altre cose si cimenta con le sceneggiature di supereroi del calibro di The Punisher, Deadpool o Wolverine). Dal giorno alla notte si può diventare uomini, mettere a ferro e fuoco la propria città e guadagnarsi persino un avanzamento di carriera. Il tutto condito con un cinismo e un umorismo degni della miglior tradizione pulp americana. Difficile se non impossibile abbandonare in corsa questo nuovo libro di uno dei nuovi maestri del noir contemporaneo.   

 

 

 
 
 
 
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